A tre mesi dalle prove scritte “le macchie di leopardo” del concorso a cattedra si allargano. Sicilia e Toscana fanalini di coda. E commissari al lavoro anche ad agosto

di Lalla
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Lalla – La metafora è riferita all’espressione utilizzata dal Sottosegretario Rossi Doria per minimizzare i ritardi delle Commisssioni nel chiudere i lavori in tempo per le immissioni in ruolo 2013. Fiato sul collo che da un lato rischia di generare disastri (pochi minuti per correggere ogni compito), dall’altro potrebbe comunque non produrre i risultati sperati, con commissari e candidati ugualmente sul piede di guerra.

Lalla – La metafora è riferita all’espressione utilizzata dal Sottosegretario Rossi Doria per minimizzare i ritardi delle Commisssioni nel chiudere i lavori in tempo per le immissioni in ruolo 2013. Fiato sul collo che da un lato rischia di generare disastri (pochi minuti per correggere ogni compito), dall’altro potrebbe comunque non produrre i risultati sperati, con commissari e candidati ugualmente sul piede di guerra.

I commissari. Se fino a questo momento hanno svolto con "spirito di sacrificio" un compito che sin dall’inizio è apparso poco dignitoso, adesso emergono la stanchezza, il disagio, la frustrazione per la mancanza di considerazione della professionalità. E i commissari rischiano di dover svolgere la funzione anche nel periodo di ferie.

Dopo i compensi ridicoli, che in diversi casi non superano i 500 euro complessivi, e la mancata concessione dell’esonero dalle lezioni o, per chi ne sarà coinvolto, negli esami di maturità – spiega Marcello Pacifico, presidente Anief – stavolta il Miur si è superato. Avallando delle tabelle di marcia, proposte dagli Usr, che di fatto negano un diritto costituzionalmente protetto ai docenti esaminatori, quale è quello delle ferie estive. La situazione sta diventando paradossale. Al punto che non pochi commissari hanno già rinunciato all’incarico e tanti sarebbero in procinto di farlo”.

L’Anief chiede al ministero dell’Istruzione di porre quindi un rimedio (come l’aumentare il numero di commissari) a questo ennesimo pasticcio. Dalle conseguenze che si riversano sul personale docente. E anche su quello che vi aspira a diventarlo, visto che in queste condizioni (il 99% delle scuole è sprovvisto ad esempio di condizionatori o locali climatizzati) dubitiamo che si possano produrre delle valutazioni ineccepibili. Con il rischio di scegliere non sempre i più meritevoli.

Il problema è che non si capisce perché – aggiunge il presidente del giovane sindacato – dei commissari d’esame, ridotti a lavorare come dei lavoratori dell’Ottocento, malpagati, costretti ad operare senza sosta e privati, dopo il riposo settimanale, anche del diritto a fruire delle ferie, debbano decidere di immolarsi. A questo punto, per portare a termine il loro compito sarebbe davvero troppo alto il prezzo da pagare: anche il volontariato ha un limite ”.

La correzione. Accanto a realtà virtuose, soprattutto nelle regioni con un numero minore di candidati, emergono quelle della Sicilia e della Toscana. La Sicilia prevede un tour de force con prove orali ad agosto e ahimè anche a settembre, la Toscana invece a parte la pubblicazione del risultato di un paio di classi di concorso, tace su tutta la linea.

Il Ministero. Il concorso sembra procedere ormai senza una regia visibile, demandato alla cura degli Uffici Scolastici regionali, che si trovano a dover decidere su titoli, ricorsi, graduatorie, calendari, richieste dei candidati e dei commissari, scelta delle sedi per i colloqui, richieste di accesso agli atti da parte dei candidati non ammessi alle prove successive.

Obiettivo. Immissioni in ruolo dei vincitori, per il 50% delle disponibilità, dal 1° settembre 2013. I numeri? Top secret.

Concorso a cattedra. Lavoro dei commissari: pochi minuti per la correzione di ogni elaborato

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