Tre docenti di sostegno assegnati ad un solo alunno. E’ possibile?

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Assegnazione docenti di sostegno alle classi. Quanti insegnanti per ogni classe? Più alunni H ed un solo docente o viceversa. L’analisi.

Quesiti dei lettori – Più docenti di sostegno per un solo alunno?

Un gentile Dirigente scolastico ci chiede un parere:

È possibile assegnare ad un alunno più insegnanti di sostegno? Es. tre con sei ore ciascuno? Come si combina questa soluzione con la norma sull’unicità dell’insegnamento?

Il ruolo del docente di sostegno

L’insegnante di sostegno è un docente assegnato, in piena Contitolarità, ai sensi della normativa vigente, con gli altri Docenti, alla classe in cui è inserito l’alunno con disabilità per attuare:

  • forme di integrazione a favore degli alunni portatori di handicap;
  • realizzare interventi individualizzati in relazione alle esigenze dei singoli alunni.

Egli ha un ruolo determinante nel processo di inclusione; rappresenta una risorsa competente e mediatrice. Integrato nell’organizzazione della scuola, egli non si limita al rapporto esclusivo con l’allievo con disabilità, ma lavora con la classe, così da fungere da mediatore:

  • tra l’allievo e i compagni;
  • tra l’alunno e gli insegnanti;
  • tra l’allievo e la scuola.
Le indicazioni normative definiscono che l’insegnante di sostegno è “contitolare” della classe e pertanto partecipa come gli altri docenti al progetto educativo e formativo. Non è il docente dell’alunno con disabilità, non è colei/colui che si deve in modo esclusivo occupare dell’allievo così come l’immagine e la rappresentazione sociale potrebbero farci pensare.
È un insegnante che ha gli stessi compiti dei colleghi, anche se posti in una funzione e compiti diversi.
Ciò significa che tutti i docenti, di sostegno e curricolari, devono essere «capaci di rispondere ai bisogni educativi degli alunni, con interventi calibrati sulle condizioni personali di ciascuno». Perciò la responsabilità dell’integrazione è sia dei docenti di sostegno, che dei docenti curricolari, che della comunità scolastica globale.
La Legge 5 febbraio 1992, n. 104 Art 13 comm. 6. recita: Gli insegnanti di sostegno assumono la contitolarità delle sezioni e delle classi in cui operano, partecipano alla programmazione educativa e didattica e alla elaborazione e verifica delle attività di competenza dei consigli di interclasse, dei consigli di classe e dei collegi dei docenti”.

Orario servizio – Insegnante di sostegno

L’orario dell’insegnante di sostegno è uguale a quello dei docenti dell’ordine di scuola di servizio:

  • Scuola dell’infanzia: 25 ore settimanali e l’incontro mensile di programmazione di 2 ore.
  • Scuola primaria: 22 ore settimanali + 2 ore di programmazione settimanale.
  • Scuola secondaria di primo grado: 18 ore settimanali.

Chi decide l’orario di servizio dei docenti di sostegno

L’attività didattica dell’insegnante di sostegno si inserisce nel quadro orario delle lezioni e va contestualizzata al piano educativo individualizzato (PEI) e alle esigenze dell’alunno, infatti è proprio il docente di sostegno che prepara uno schema d’orario, in collaborazione generalmente con il referente o funzione strumentale sostegno, da sottoporre all’attenzione del Dirigente Scolastico o suo delegato. Il DS accerterà che rispetti i criteri e i principi che assicurino il processo di integrazione e di acquisizione delle competenze da parte dell’alunno con disabilità.

A proposito di ciò ricordiamo che “…al personale direttivo spetta procedere alla formazione delle classi, all’assegnazione ad esse dei singoli docenti, alla formulazione dell’orario, sulla base dei criteri generali stabiliti dal consiglio di circolo o d’istituto e delle proposte del collegio dei docenti” [Art. 396 lettera d), T.U. n. 297/1994]

Tale orario, condiviso anche con il Consiglio di classe, potrà subire delle modifiche durante l’anno scolastico qualora dovessero verificarsi delle esigenze diverse in riferimento ai bisogni dell’alunno.

Formazione classi con alunni con disabilità

Il Ministero d’Istruzione, lo scorso aprile ha diffuso la Nota 487 sull’ Organico docenti a.s. 2020/2021 nella quale si comunicava che le classi delle scuole di ogni ordine e grado, comprese le sezioni di scuola dell’infanzia, che accolgono alunni con disabilità, sono costituite secondo i criteri e i parametri di cui all’articolo 5 del D.P.R. 81/2009.

Inoltre si poneva la massima attenzione alla costituzione delle classi iniziali con alunni con disabilità, nel rispetto di quanto previsto dal D.P.R. 81/2009, articolo 5, commi 2 e 3.

Ricordiamo che il suddetto articolo al comma 2 esplica quanto segue:

“Le classi iniziali delle scuole ed istituti di ogni ordine e grado, ivi comprese le sezioni di scuola dell’infanzia, che accolgono alunni con disabilità sono costituite, di norma, con non più di 20 alunni, purchè sia esplicitata e motivata la necessità di tale consistenza numerica, in rapporto alle esigenze formative degli alunni disabili, e purché il progetto articolato di integrazione definisca espressamente le strategie e le metodologie adottate dai docenti della classe, dall’insegnante di sostegno, o da altro personale operante nella scuola”.

Specificato il numero con non più di 20 alunni per classe, in presenza di alunni con disabilità, la Circolare Ministeriale 63/11 chiarisce che una prima classe non può avere più di 20 alunni in presenza di uno con certificazione di “gravità” (articolo 3, comma 3 della Legge 104/92) o di due “non gravi” (articolo 3, comma 1 della medesima Legge 104/92).

Compresenza di docenti di sostegno nella stessa classe

Dal momento che la norma prevede la presenza di più di un alunno con disabilità all’interno di una stessa classe, la compresenza di due docenti di sostegno anche nelle stesse ore, non viola nessun principio legislativo, anche perché compito del docente di sostegno è quello di supportare il proprio alunno nei momenti scolastici in cui ne ha più bisogno e la scansione oraria è realizzata proprio al fine di andare ad intervenire in quelle discipline in cui l’alunno dimostra di presentare delle debolezze.

Risposta al quesito – Non c’è disposizione normativa che vieti l’assegnazione di più docenti di sostegno ad un solo alunno

L’assegnazione di tre differenti docenti di sostegno ad un solo alunno con disabilità, è una prospettiva possibile, per quanto non molto ricorrente, che non avversa la normativa vigente. Purtroppo nel quesito posto, non vengono specificate le motivazioni che indurrebbero il Dirigente ad andare in tale direzione. Per deduzione si può supporre che ciò avvenga per svariate questioni di natura didattico-organizzativa:

  • presenza di docenti supplenti con spezzoni di 6 ore;
  • attribuzione spezzoni pari o inferiori a 6 ore settimanali, fino ad un max di 24;
  • suddivisione delle ore da destinare ad alunno con handicap grave;
  • conflittualità tra genitori e insegnanti di sostegno;
  • conflittualità tra docenti di sostegno e rispettivi alunni;

L’assegnazione dei docenti alle classi spetta al Dirigente scolastico, in base all’art. 396, comma 2 lett. d) del D.Lgs. 297 del 16/04/1994 “sulla base dei criteri generali stabiliti dal Consiglio di istituto e delle proposte del Collegio dei docenti”.

L’atto gestionale del DS corrispondente ad decreto di assegnazione dei docenti alle classi, deve quindi rientrare nell’ambito dei criteri e proposte degli organi collegiali, anche se può discostarsene con motivazione adeguata.

Alla luce di quanto appena detto occorre sia presente nel regolamento contenente i criteri di assegnazione docenti alle classi, nello specifico di sostegno, a cura del Consiglio di Istituto, il seguente criterio:

  • assegnare a due o più docenti l’alunno portatore di handicap grave ai sensi dell’art. 3 com. 3 Legge 104/92.

Naturalmente è auspicabile una collaborazione con la famiglia dell’alunno portatore di handicap, spiegando le motivazioni di tale assegnazione docenti, ponendo al centro le esigenze, bisogni formativi e di inclusione del medesimo.

Supplenze: completamento di orario

Per quanto riguarda l’assegnazione delle supplenze va invece tenuto conto dell’OM n. 60/2020, che per il completamento di orario specifica

“L’aspirante cui è conferita una supplenza a orario non intero in caso di assenza di posti interi, conserva titolo, in relazione alle utili posizioni occupate nelle diverse graduatorie di supplenza, a conseguire il completamento d’orario, esclusivamente nell’ambito della provincia di inserimento, fino al raggiungimento dell’orario obbligatorio di insegnamento previsto per il corrispondente personale di ruolo, tramite altre supplenze correlate ai posti di cui all’articolo 2 a orario non intero. Tale completamento può attuarsi anche mediante il frazionamento orario
delle relative disponibilità, salvaguardando in ogni caso l’unicità dell’insegnamento nella classe e nelle attività di sostegno.”

Bisogna quindi individuare quante ore costituiscano, per l’alunno con disabilità, l’unicità di insegnamento per le attività di sostegno.

Docenti di sostegno, orario. Possono essere contemporaneamente nella stessa classe per due alunni?

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