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Trattenimento in servizio oltre i 67 anni: per i contributivi puri più possibilità

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Per i contributivi puri le possibilità di trattenimento in servizio dopo il compimento dei 67 anni sono più ampie, vediamo il perchè.

La normativa attualmente in vigore, a differenza di quello che accadeva in passato, non permette al dipendente pubblico di richiedere il trattenimento in servizio oltre i 67 anni di età, a meno che non abbia maturato il diritto alla pensione.

Se, quindi, un dipendente pubblico entro il compimento dei 67 anni non ha maturato i 20 anni di contributi minimi necessari per accedere alla pensione di vecchiaia, può chiedere il trattenimento in servizio a patto di raggiungere entro il compimento dei 71 anni di età tale contribuzione e la PA è tenuta ad accogliere la richiesta.

Questa normativa, però, lascia un grosso punto interrogativo in diversi campi.

Trattenimento in servizio oltre i 67 anni

Cosa accade ai dipendenti che hanno contributi misti tra pubblico e privato o tra pubblico e casse professionali? Per il raggiungimento del diritto alla pensione la PA deve tenere conto soltanto dei contributi versati in cassa Stato o anche di quelli versati nell’eventuali altre gestioni?

A chiarire il dubbio una circolare della Funzione Pubblica, la numero 2 del 2015, nella quale si specifica che all’età dei 67 anni per stabilire se il dipendente può essere collocato in quiescenza oppure no si devono considerare i contributi versati in tutte le gestioni, visto che grazie al cumulo gratuito dei contributi è possibile ottenere una pensione unica anche da contributi versati in diverse casse previdenziali.

Ma la cosa interessante da sottolineare riguarda i contributivi puri. Abbiamo già spiegato che il dipendente può vedere accolta la propria domanda di trattenimento in servizio qualora riesca a raggiungere i 20 anni di contributi entri il 71esimo anno.

Ma ve tenuto conto anche se entro il compimento dei 71 anni il dipendente possa raggiungere altro diritto alla pensione. E’ il caso di coloro che ricadono nel sistema contributivo puro, ovvero coloro privi di anzianità contributiva al 31 dicembre 1995.  Questi dipendenti, infatti, possono accedere anche alla pensione di vecchiaia contributiva al compimento dei 71 anni e con soli 5 anni di contributi.

In questo caso, quindi, se anche al compimento dei 67 anni il dipendente ha maturato i 5 anni di contributi minimi per accedere al pensionamento (che avverrà solo al compimento dei 71 anni) la PA è tenuta a concedere il trattenimento in servizio fino al compimento dei 71 anni per evitare che il lavoratore resti senza stipendio in attesa del diritto alla pensione.

Per chiedere il trattenimento in servizio fino a 71 anni, quindi, in questo caso basterebbe avere un solo anno di contributi versati al compimento dei 67 anni (a patto che sia successivo al 1995) poichè lavorando altri 4 anni il dipendente raggiungerebbe, a 71 anni il diritto alla pensione di vecchiaia contributiva.

Ma il trattenimento in servizio va concesso anche al dipendente che, per esempio, al compimento dei 67 anni ha raggiunto 6 anni di contributi: in questo caso il dipendente ha raggiunto solo il requisito contributivo ma non quello anagrafico necessario per l’accesso alla pensione di vecchiaia contributiva e, quindi, l’amministrazione deve concedere il trattenimento in servizio fino ai 71 anni per garantire la continuità tra stipendio e pensione.

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