Trasformare ora di religione in “Storia di tutte le religioni”? Lo SNADIR risponde, no

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red – Le mosse da una interrogazione parlamentare presentata dal Movimento 5 Stelle al Ministro Giannini che chiede una presa di posizione nei confronti dell’IRC trasformandola in "Storia di tutte le religioni".

red – Le mosse da una interrogazione parlamentare presentata dal Movimento 5 Stelle al Ministro Giannini che chiede una presa di posizione nei confronti dell’IRC trasformandola in "Storia di tutte le religioni".

Richiesta che viene avanzata citando anche la sentenza 203/1989 della Corte costituzionale che sottolinea il principio di laicità dello Stato.

Non di questo avviso lo SNADIR, sindacato degli Insegnanti di Religione Cattolica. "La sentenza n. 203/1989 della Corte Costituzionale citata, elevando a principio supremo dell’ordinamento costituzionale il principio di laicità, – citiamo il comunicato inviatoci in redazione – afferma con forza che le motivazioni che giustificano l’insegnamento della religione cattolica a scuola sono coerenti con la forma di Stato laico della Repubblica italiana".

"La Corte costituzionale – continua il comunicato – è intervenuta più volte (sent. 203/1989; sent. 13/1991; sent. 290/1992) per ribadire che l’insegnamento della religione cattolica è legittimato nelle scuole della Repubblica italiana a seguito delle nuove motivazioni dichiarate all’art.9, numero 2 delle legge 121/1985 (riassumibili nel riconoscimento del valore della cultura religiosa, nella considerazione che i principi del Cattolicesimo fanno parte del patrimonio storico del popolo italiano e nell’inserimento dell’insegnamento della religione cattolica nel quadro delle finalità della scuola)."

Il dissenso espresso dallo SNADIR non riguarda soltanto l’aspetto giuridico, ma anche quello prettamente formativo, affermando (citando la legge 121/1985) che i principi del Cattolicesimo fanno parte del patrimonio storico del popolo italiano e nell’inserimento dell’insegnamento della religione cattolica nel quadro delle finalità della scuola.

E (citando le indicazini per l’insegnamento della materia) come l’insegnamento dell’IRC sia strumento per  "arricchire la formazione globale della persona (…) in vista di un efficace inserimento nel mondo civile, professionale e universitario”, come offra "contenuti e strumenti che aiutano lo studente a decifrare il contesto storico, culturale e umano della società italiana ed europea, per una partecipazione attiva e responsabile alla costruzione della convivenza umana”. Offrendo, inoltre, "contenuti e strumenti per una riflessione sistematica sulla complessità dell’esistenza umana nel confronto aperto fra cristianesimo e altre religioni, fra cristianesimo e altri sistemi di significato”.

Attendiamo la risposta del Ministro

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