Trasferimento provinciale e interprovinciale: quale movimento precede?

di Giovanna Onnis

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Con quale ordine vengono disposti i trasferimenti? Quale movimento, fra trasferimento provinciale e interprovinciale, viene disposto prima?

Una lettrice ci scrive:

“Sono una docente di educazione musicale. Quest’anno chiederò trasferimento provinciale su scuola. Vorrei sapere se,in base alla nuova normativa ,il trasferimento provinciale verrà soddisfatto prima di quelli interprovinciali ,come è’ stato fino ad oggi ,oppure se,rischio che quest’anno altri colleghi che chiedono trasferimento interprovinciale e che hanno più’ punteggio ,vengano soddisfatti prima di me”

La mobilità territoriale, quindi trasferimenti provinciali e interprovinciali, viene disposta  secondo un preciso ordine, stabilito annualmente nel contratto, in base alla sequenza operativa dei movimenti, inserita in uno specifico allegato del CCNI

Trasferimento provinciale viene disposto prima del trasferimento interprovinciale

La mobilità provinciale viene disposta prima di quella interprovinciale. Si tratta, infatti di due movimenti che rientrano in fasi distinte della mobilità.

Quali fasi per la mobilità?

Per il prossimo anno scolastico è stata ripristinata la fase comunale dei movimenti e per tutta la mobilità, territoriale e professionale, sono previste tre fasi distinte:

I  Fase: Trasferimenti all’interno del comune

II Fase: Trasferimenti tra comuni della stessa provincia

III Fase: mobilità territoriale interprovinciale e  mobilità professionale

Il trasferimento provinciale, quindi, rientra nella I Fase (comunale) se riguarda scuole ubicate nel comune di titolarità oppure nella II Fase (provinciale) se riguarda scuole ubicate nella provincia di titolarità, ma in comuni diversi  rispetto a quello di titolarità.

Il trasferimento interprovinciale rientra, invece, nella III Fase e, quindi, viene disposto successivamente a conclusione della mobilità territoriale provinciale.

Trasferimento interprovinciale: quale aliquota?

La mobilità territoriale interprovinciale può essere effettuata su una precisa percentuale di posti, calcolata sulle disponibilità residue al termine dei trasferimenti provinciali.

L’aliquota stabilita per il prossimo anno scolastico 2019/20, per i trasferimenti interprovinciali, è del 40%, mentre il 10% è destinato alla mobilità professionale e il 50% alle immissioni in ruolo

Conclusioni

La nostra lettrice, quindi, non deve temere di essere “scavalcata” da un collega che chiede trasferimento interprovinciale nella scuola di suo interesse, anche se questo docente ha un punteggio maggiore.

Il punteggio  sarà determinante all’interno di ogni fase i cui movimenti vengono disposti  secondo un preciso ordine.

Il  movimento, al quale partecipa la nostra lettrice è un trasferimento provinciale, che rientrando nella II fase  della mobilità, sarà disposto prima rispetto ai trasferimenti interprovinciali che rientrano, invece, nella III Fase.

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