Trasferimento insegnanti: come assenze incidono su anzianità di servizio

di Paolo Pizzo
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La valutazione dei titoli utili al trasferimento, compresi quelli di servizio, è indicata nella Tabella A, allegata al CCNI sulla mobilità 2019/22 ai fini dei trasferimenti a domanda e d’ufficio.

Nell’anzianità di servizio di ruolo ci sono delle assenze (anche non retribuite) che non fanno venire meno l’assegnazione del punteggio.

Vediamo quali.

La sezione è A1 “Anzianità di servizio“, punto A, della tabella

A) per ogni anno di servizio comunque prestato, successivamente alla decorrenza giuridica della nomina nel ruolo di appartenenza (1) Punti 6

Per ogni di ruolo, dunque, spettano 6 punti.

Nella premessa alle note  leggiamo inoltre

Ai fini dell’attribuzione del punteggio per le domande di trasferimento, per le domande di passaggio di ruolo e per l’individuazione del perdente posto si precisa quanto segue:

– nell’anzianità di servizio non si tiene conto dell’anno scolastico in corso;

L’anno in corso, dunque, ai fini dell’anzianità di sevizio, non va valutato.

180 gg. di servizio

In generale l’anno di ruolo si considera valido se l’interessato abbia prestato un servizio non inferiore a 180 giorni. Si considerano non solo tutti i periodi in cui si sono svolte le attività didattiche ma anche quando sono state sospese le lezioni (vacanze di pasqua e natale) compresi i giorni festivi o di chiusura della scuola.

Le assenze considerate effettivo servizio

• Congedi parentali/periodi di maternità

La “premessa” alla tabella di valutazione titoli con cui si valuta il servizio di ruolo dispone chiaramente che

“I periodi di congedo retribuiti e non retribuiti disciplinati dal Decreto Legislativo 26.3.2001 n. 151 (Capo III – Congedo di maternità, Capo IV – Congedo di paternità, Capo V – Congedo parentale, Capo VII – Congedi per la malattia del figlio) devono essere computati nell’anzianità di servizio a tutti gli effetti.”

Pertanto, tutti i periodi di congedo di maternità/paternità, parentale, malattia del bambino, compresi periodi eventualmente non retribuiti sono considerati “effettivo servizio” ai fini della valutazione del servizio di ruolo.

• Congedo biennale e altre assenze

Al pari dei congedi per maternità/parentali anche il congedo biennale per assistenza al familiare con handicap è ritenuto effettivo servizio ai fini del punteggio di ruolo e non fa venire meno il conteggio dei 180 gg.

Così come le malattie (anche parzialmente retribuite es. riduzione dello stipendio al 90 o 50%) e tutte le altre assenze retribuite come i permessi per matrimonio, per esami, per motivi personali, per lutti ecc. il periodo di collocamento fuori ruolo a causa di inidoneità.

Le assenze che non si considerano servizio

Gli anni di ruolo con servizio inferiore a 180 gg. nell’a.s. di riferimento non sono valutati.

Il caso più comune è un periodo di aspettativa non retribuita per motivi di famiglia o altra aspettativa che non abbia permesso il raggiungimento dei 180 gg. di servizio.

Mentre il periodo di supplenza svolto in altro grado o ruolo utilizzando l’art. 36 viene considerato pre ruolo se è stato superiore a 180 gg.

Si ricorda infine che l’anno scolastico in corso (2018/19) non si deve considerare mentre va considerato servizio di ruolo a tutti gli effetti quello derivante dalla restitutio in integrum operata a seguito di un giudicato.

Mobilità 2019/20, valutazione anzianità di servizio: no anno in corso

Mobilità 2019: tutto quello che c’è da sapere. Speciale

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