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Trasferimento in un Comprensivo: si chiede intero Istituto e non singolo plesso

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Domanda di trasferimento, non è possibile esprimere preferenza per singolo plesso di un Istituto Comprensivo. Si deve inserire codice meccanografico dell’intero Istituto

Una lettrice ci scrive:

Sono un’insegnante di scuola primaria, vorrei sapere se nella domanda di trasferimento la preferenza espressa per un comune in cui c’è un unico plesso di una scuola primaria, ma non la sede dell’I.C. a cui tale plesso appartiene,  si ha possibilità di essere assegnati a tale plesso, rimanendo,  pertanto,  in tale comune

Il trasferimento volontario in un Istituto Comprensivo può essere disposto solo se il docente ha fatto nella domanda specifica richiesta, sia con preferenza analitica che con preferenza sintetica

Quali preferenze?

Nel caso di preferenza sintetica, dovrà essere inserito nella domanda il codice identificativo del  distretto o del  comune o della provincia (se si tratta di trasferimento interprovinciale) in cui è ubicata la sede principale dell’Istituto, che è sede di organico.

Nel caso di preferenza analitica, il docente dovrà esprimere preferenza per l’intero Istituto, inserendo nella domanda il codice meccanografico unificato dell’Istituto Comprensivo, che comprende tutti i plessi che appartengono all’istituto, anche quelli ubicati in comuni diversi dalla sede principale

Non si può esprimere preferenza per il singolo plesso

Il docente interessato ad un singolo plesso dell’IC non potrà esprimere preferenza su questo, non esistendo più un codice identificativo per ogni plesso.

Il docente sarà trasferito, infatti, nell’IC e avrà titolarità nell’intero Istituto e l’assegnazione dei plessi sarà disposta dal Dirigente scolastico nel rispetto delle indicazioni fornite dal CCNI sulla mobilità

Assegnazione dei plessi in un IC: cosa dice la normativa

L’assegnazione dei plessi ai docenti dell’Istituto Comprensivo è prerogativa del Dirigente scolastico che dovrà tener conto dei criteri stabiliti in sede di contrattazione di istituto con la RSU .

Per quanto riguarda i plessi ubicati in altri comuni un’importante indicazione in merito viene fornita dal contratto sulla mobilità, dove nell’art.3 comma 5 , si stabilisce quanto segue:  “[….] ferme restando le prerogative dei Dirigenti scolastici e degli organi collegiali relative all’assegnazione dei docenti alle classi e alle attività, i posti di un’autonomia scolastica situati in sedi ubicate in comuni diversi rispetto a quello sede di organico sono assegnati, nel limite delle disponibilità destinate ai movimenti, salvaguardando la continuità didattica e il criterio di maggiore punteggio nella graduatoria di istituto, secondo le modalità e i criteri definiti dalla contrattazione di istituto. La contrattazione dovrà concludersi in tempi utili per il regolare avvio dell’anno scolastico di riferimento. Sono comunque salvaguardate le precedenze di cui al successivo articolo 13

Conclusioni

La nostra lettrice, quindi, non potrà inserire nella domanda di trasferimento preferenza per il singolo plesso, ma dovrà chiedere l’intero IC anche se la sede principale è ubicata in un comune diverso rispetto a quello di suo interesse dove è presente il plesso che desidera avere in assegnazione.

L’unico modo per avere la possibilità di lavorare in questo plesso, in seguito alla mobilità, è quello di ottenere trasferimento nell’IC al quale il plesso appartiene. Si tratterebbe chiaramente di una possibilità, non  di una certezza, in quanto sarà il Dirigente scolasticio a stabilire l’assegnazione del plesso secondo normativa

Tutto sulla Mobilità 2019

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