Trasferimento e ordine delle preferenze. Come non commettere errori

di Paolo Pizzo

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E’ vero che la mobilità provinciale precede sempre quella interprovinciale? Se è così, quanto conta l’ordine delle preferenze espresso dal docente?

Domenico  scrive

Buonasera, sono un docente della secondaria superiore e vorrei un parere sul meccanismo della precedenza tra fase provinciale e interprovinciale. Mi pare di aver compreso che, qualora decidessi di indicare come prima scuola (tra le 15) un istituto di provincia diversa da quella di titolarità, esprimerei la preferenza per i passaggi interprovinciali. Ma se esprimo anche preferenze per la scuola della provincia di titolarità come viene trattata la mia domanda? Faccio un esempio: insegno in provincia di MILANO ed indico nella domanda 10 scuole della provincia di BRESCIA e 5 di MILANO; come prima scuola indico una della prov di BRESCIA. Dato che la mobilità provinciale viene prima della interprovinciale, la mia richiesta per la provincia di MILANO viene inizialmente ignorata e poi recuperata ovvero viene comunque assegnato un istituto (se disponibile, naturalmente) e, successivamente, se disponibile posto su mobilità interprovinciale, viene data preferenza a quest’ultima, assegnandomi a scuola di BRESCIA?

Modello di domanda e numero di preferenze

Il modello di domanda e il meccanismo di inoltro è, per tutti gli ordini di scuola, improntato su quello che è sempre stata la mobilità per la scuola di II grado.

Pertanto, la domanda è unica, non vi è quindi distinzione fra quella provinciale e interprovinciale, e le preferenze, complessivamente, non possono essere più di 15.

L’aspirante si troverà di fronte un unico modello di domanda con 15 spazi da riempire.

Domanda provinciale e interprovinciale

Le preferenze possono anche comprendere quelle della provincia di attuale titolarità, cioè si possono scegliere alcune preferenze provinciali e poi interprovinciali o viceversa.

In questi casi si dovrà però tenere presente che il sistema seguirà l’ordine delle preferenze inserite, ovvero se si indicheranno prima le preferenze interprovinciali e solo successivamente quelle provinciali, il sistema valuterà queste ultime solo se non si è soddisfatti in quelle interprovinciali, e ovviamente viceversa.

Quindi anche nell’ordine delle preferenze (tra provinciale e interprovinciale) bisognerà valutare bene le proprie scelte.

Conclusioni

Nel caso che ci sottopone Domenico che è titolare nella provincia di Milano ed indicherà nella domanda 10 scuole della provincia di Brescia e 5 di Milano, ma come prima scuola indicherà una della provincia di Brescia, il sistema, in questo caso, arriverà eventualmente a soddisfarlo nelle preferenze di Milano (titolarità provinciale) solo dopo aver constatato l’impossibilità di soddisfarlo su tutte le preferenze interprovinciali inserite, nell’ordine, prima di quelle provinciali.

È ovvio però che quando il sistema valuterà le preferenze provinciali (semmai in quelle interprovinciali non ci fosse disponibilità) il docente parteciperà al movimento all’interno della provincia di titolarità insieme a tutti gli altri docenti di quella provincia, ovvero non potrà comunque essere preceduto da  docenti che richiederanno Milano provenienti quindi da altra provincia.

E’ quindi molto importante che il docente esprima le preferenze in un ordine a lui più congeniale, a seconda se preferisce che sia soddisfatta prima una preferenza interprovinciale rispetto a quella provinciale o viceversa.

Possiamo quindi concludere dicendo che è vero che la mobilità provinciale precede quella interprovinciale (nel senso che un docente da fuori provincia non potrà mai precedere un altro che si muove all’interno della provincia) ma che comunque si tiene conto dell’ordine delle preferenze così come saranno espresse dal docente nelle 15 caselle del modulo domanda.

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