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Trasferimento con precedenza per coniuge militare: in quali fasi della mobilità si applica

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La precedenza per coniuge militare si valuta per  il trasferimento nella II e III fase. Non si considera nella I fase dei movimenti

Una lettrice ci scrive:

Sono una docente di ruolo della secondaria di secondo grado, quest’anno ho ottenuto il trasferimento interprovinciale (50 km distante dalla residenza famigliare) con la precedenza per coniuge militare art. 13 /1 punto VI. A seguito delle operazioni di mobilità ho constatato che la prima scuola da me indicata sulla domanda di mobilità è stata assegnata ad un’altra docente, senza che la stessa abbia nessuna precedenza , ma mi precede per punteggio. La mia domanda è la seguente: è stata rispettata la mia precedenza nell’assegnazione dell’ istituzione scolastica secondo la normativa?”

Le precedenze previste per la mobilità sono quelle indicate nell’art.13 del CCNI, dove sono raggruppate sistematicamente per categoria e sono funzionalmente inserite, secondo l’ordine di priorità con il quale sono valutate nelle operazioni di mobilità.

Come chiarisce il comma 1 del succitato articolo tali precedenze sono valutabili esclusivamente per la mobilità territoriale, fatta eccezione per il solo punto I) che vale anche per la mobilità professionale.

Per ogni tipo di precedenza viene evidenziata la fase o le fasi del movimento a cui si applica. In caso di parità di precedenza e di punteggio, prevale chi ha maggiore anzianità anagrafica.

Precedenza per coniuge militare, quando si applica

La  precedenza indicata dalla nostra lettrice è quella inserita nell’art.13 comma 1 punto VI), riguardante il coniuge di militare trasferito d’autorità, dove si stabilisce quanto segue:

In base al disposto dell’art. 17, legge 28.07.1999 n. 266 e dell’art. 2, legge 29/03/2001 n. 86, il personale scolastico coniuge convivente del personale militare o di categoria equiparata, nonché i coniugi di coloro cui viene corrisposta l’indennità di pubblica sicurezza e che si trovino nelle condizioni previste dalle citate norme, ha titolo nelle operazioni di II e III fase riguardanti i trasferimenti, alla precedenza a condizione che la prima preferenza espressa nel modulo domanda si riferisca al comune nel quale è stato trasferito d’ufficio il coniuge, ovvero abbia eletto domicilio all’atto del collocamento in congedo, e in mancanza di istituzioni scolastiche richiedibili, al comune viciniore ovvero, una scuola con sede di organico in altro comune anche non viciniore che abbia una sede/plesso nel comune nel quale è stato trasferito d’ufficio il coniuge ovvero abbia eletto domicilio all’atto del collocamento in congedo. [….]”

Tale precedenza si applica, quindi, soltanto nelle operazioni di II e III fase, mentre non è prevista per i movimenti di I fase

Si ritiene utile ricordare che per l’anno scolastico 2019/20 le operazioni di mobilità sono state disposte in tre fasi distinte nel seguente modo:

I fase: Trasferimenti all’interno del comune

II fase: Trasferimenti tra comuni della stessa provincia

III fase: mobilità territoriale interprovinciale e  mobilità professionale

Conclusioni

La docente che ha ottenuto il trasferimento nella scuola inserita come prima preferenza dalla nostra lettrice, ha partecipato, presumibilmente, alla I fase dei movimenti, ottenendo il trasferimento nel comune di titolarità. Si tratta di un’operazione regolare che segue quanto dispone il contratto in relazione all’ordine dei movimenti, nel rispetto delle fasi previste.

La domanda di trasferimento della nostra lettrice è stata, quindi, presa in considerazione successivamente, quando la scuola di suo interesse non risultava più disponibile in quanto assegnata ad altro docente che la precedeva nell’ordine delle operazioni

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