Trasferimenti docenti, in alcune province solo con legge 104. Il report su Caserta, Salerno, Trapani, Agrigento

di redazione
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Il Gruppo di ricerca “La Pagina Bianca della Scuola”  segnala alcuni dati anomali relativi ai trasferimenti dei docenti: esclusivo appannaggio dei “possessori di precedenza” in alcune province del Sud Italia. 

comunicato – Si è costituito da alcuni mesi un gruppo di ricerca, “La Pagina Bianca della Scuola“, costituito da docenti e professionisti campani per discutere e affrontare il tema molto dibattuto riguardante i trasferimenti dei docenti.

La ricerca è stata condotta analizzando dati pubblici e prendendo come campione di riferimento alcune regioni in cui il problema dei trasferimenti è particolarmente sentito e sta alimentando molte polemiche.

I risultati di questa ricerca verranno presentati nelle prossime settimane in diretta sulla pagina facebook “La Pagina Bianca della Scuola“. Tuttavia è stata già fornita qualche anticipazione interessante e degna di nota.

Dall’analisi e dalla comparazione delle informazioni raccolte si evince che in alcune regioni del sud vi è una dato fuori soglia relativo ai trasferimenti nelle scuole dell’infanzia e nella scuola primaria.

Si evince, infatti, che in alcune province gli assegnatari dei trasferimenti interprovinciali siano esclusivamente i “possessori di precedenza”.

Nella provincia di Caserta, per esempio, il 100% dei trasferimenti interprovinciali è avvenuto solo in virtù della dichiarazione di titoli di riserva (possesso del provvedimento di legge 104 del 1992 per patologie invalidanti personali o per cure continuative). Situazione analoga si rileva in Sicilia nelle province di Trapani ed Agrigento.

“Se l’alta incidenza delle “104” nei trasferimenti nel casertano può esser giustificabile in una certa misura da patologie dovute alla terra dei fuochi”, dichiarano i coordinatori del gruppo di ricerca, ” non si capisce perché nelle altre tre province limitrofe della Campania (Napoli, Benevento e Avellino) analogamente colpite dalla terra dei fuochi, l’incidenza delle “104” nelle richieste di trasferimento sia molta contenuta”.

“Un altro dato rilevante – aggiungono i coordinatori della ricerca, – riguarda la Provincia di Napoli in cui l’incidenza dei possessori di precedenza nella richiesta di trasferimento è alta solo nella scuola primaria, mentre nella scuola dell’infanzia tale dato rientra nella norma”

Dai dati in possesso al gruppo di ricerca risulta anche che l’unica provincia in controtendenza sia la Provincia di Salerno. Nell’ultimo biennio analizzato si è avuto un decremento del fenomeno del ricorso alle L.104/1992 per i trasferimenti con un netto -43,83% dovuto a quanto pare all’apertura di un’inchiesta della magistratura. Nel caso in questione si è infatti passati dal 70,83% dei trasferimenti dell’a.s. 2018/2019 al 27% dell’a.s. del 2019/2020.

“La situazione emersa dallo studio è anomala – dichiarano i promotori dell’iniziativa “La Pagina Bianca della Scuola” – andrebbe monitorata e posta a verifica dagli organi competenti per evitare eventuali comportamenti fraudolenti nell’interesse di chi davvero possiede i requisiti e di quelli i cui diritti potrebbero essere lesi “.

Nelle intenzioni del gruppo di ricerca vi è la volontà di presentare nelle prossime settimane alle autorità preposte questi dati e di chiedere un maggior controllo affinché un diritto inviolabile come quello incarnato dalla L.104/1992 non divenga l’ennesimo escamotage per ledere i diritti di chi realmente verte in situazioni critiche e di chi da anni attende il meritato ricongiungimento alla propria terra d’origine, ai propri cari, ai propri figli.

Gli stessi autori della ricerca propongono anche una soluzione plausibile per ridurre le lunghe liste d’attesa per i trasferimenti.

Una volta accertata la veridicità e la conformità dei requisiti per l’ottenimento della precedenza ci sarebbe un’ipotesi percorribile per la gestione dei trasferimenti: utilizzare parte dell’organico di fatto in luogo dell’organico di diritto.

A tal proposito è sufficiente ricordare che l’organico di fatto presenta una continua crescita nel tempo, in alcuni casi esponenziale, che dà vita a forti contraddizioni e alla percezione errata del reale fabbisogno. Basti pensare che nella provincia di Napoli nell’ultimo anno si è avuto un divario tra i 24 posti disponibili in organico di diritto per i trasferimenti e i 1851 a disposizione sull’organico di fatto per le assegnazioni provvisorie (dati rilevati sulla scuola primaria/sostegno). Autorizzare attraverso una nuova regolamentazione i trasferimenti di una parte di quest’ultimi posti non lederebbe nessuno, anzi agevolerebbe molti.

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