Tra nuova e vecchia didattica: due mondi a confronto. Lettera

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Inviata da Mario Bocola – Ho letto qualche giorno fa che in una scuola di Bologna dal prossimo mese di gennaio non ci saranno più libri cartacei, ma si userà solo l’Ipad. Siamo di fronte al dominio assoluto della tecnologia e degli strumenti informatici che vengono utilizzati a gogò, o per meglio dire, a prescindere.

Non va bene! Il libro di testo non deve affatto scomparire, anzi la tecnologia deve supportare il libro di testo e accompagnare
lo studente nel suo processo di apprendimento.

Bisognerebbe tornare assolutamente all’uso della carta e della penna e abituare gli alunni a scrivere sul quaderno perché è
stato dimostrato che la scrittura a mano aziona il cervello e fa costruire meglio il pensiero. Scrivere sull’ipad, tablet è un esercizio molto arido, meccanico affatto emozionale.

Dobbiamo renderci conto che gli alunni di oggi, i cosiddetti “nativi digitali” non sanno leggere, scrivere e far di conto per cui il libro di testo che i “luminari” di Viale Trastevere vorrebbero soppiantare non deve morire e essere sepolto dall’imperante tecnologia, ma continuare ad essere un supporto didattico di grande ausilio. Non possiamo fare solo digitalizzazione: è urgente fare un passo indietro e tornare alla “vecchia” didattica che ha sempre dato risultati eccezionali in termini di conoscenze e competenze.

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