Tra 11 e 17 anni il 12% studenti è a rischio disturbo da videogioco, circa 480.000 (maggioranza maschi)

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L’era digitale ha portato a un notevole incremento nell’uso di internet e smartphone, specialmente tra i giovani. È crescente la preoccupazione per l’ossessione di video e giochi online, una problematica che ha catturato l’attenzione anche dell’Organizzazione Mondiale della Sanità. Nel 2019, durante il 72° World Health Assembly a Ginevra, il Gaming Disorder (GD) è stato ufficialmente riconosciuto come disturbo comportamentale legato alle dipendenze nell’International Statistical Classification of Diseases (ICD-11). Questo tema è stato sottolineato anche durante il Safer Internet Day, promosso dalla Commissione Europea, dove la Società Italiana di Neuropsichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza (Sinpia) ha enfatizzato la necessità di un uso consapevole di Internet tra i più giovani.

Dati preoccupanti e differenze di genere

Una ricerca condotta dal Centro Nazionale Dipendenze e Doping dell’Istituto Superiore di Sanità rivela che il 12% degli studenti italiani tra gli 11 e i 17 anni sono a rischio di sviluppare il disturbo da uso di videogiochi. La percentuale è maggiore tra i maschi, con il 18% nelle scuole secondarie di primo grado e il 13,8% in quelle superiori, rispetto alle femmine con il 10,8% e il 5,5% rispettivamente. Il picco di rischio si osserva nelle scuole medie con il 14,3% dei ragazzi a rischio, diminuendo al 10,2% nelle scuole superiori.

Videogiochi: tra benefici e pericoli

Elisa Fazzi, Presidente della Sinpia, evidenzia l’importanza di non demonizzare i videogiochi, riconoscendone i potenziali benefici educativi e di sviluppo cognitivo e sociale per i giovani. Tuttavia, l’uso eccessivo o inappropriato può avere impatti negativi sulla salute mentale e sul benessere, soprattutto nei più piccoli. I genitori giocano un ruolo fondamentale nel garantire un equilibrio tra il gioco e altre attività vitali come lo studio, l’interazione sociale e l’esercizio fisico.

Ruolo delle famiglie e indicatori di allarme

Le famiglie possono intervenire scegliendo giochi adatti all’età e promuovendo un utilizzo mirato a scopi educativi, oltre a incoraggiare l’interazione tra genitori e figli. Segnali come il calo delle prestazioni scolastiche e l’isolamento sociale possono essere indicatori di un problema. Stefano Berloffa, della Neuropsichiatria Infantile dell’Irccs Stella Maris Calambrone Pisa, sottolinea come l’Internet Gaming Disorder sia ancora oggetto di discussione, essendo frequentemente associato a diversi disturbi psichiatrici.

Approccio equilibrato verso Internet e videogiochi

Non esiste un approccio univocamente corretto o errato quando si parla di internet e videogiochi. È fondamentale valutare gli aspetti variabili, le diverse età e l’impatto dei contesti. Le regole devono essere chiare ma flessibili, adattandosi alla crescita dei giovani. I genitori e gli adulti di riferimento hanno un ruolo cruciale in questo processo.

Costruire accordi e gestire l’uso degli schermi

Antonella Costantino, Past President di Sinpia, consiglia di stabilire accordi condivisi sul tempo trascorso con i videogiochi, evitando l’uso durante i pasti e prima di dormire per ridurre l’esposizione alla luce blu, che può influenzare il riposo notturno. È essenziale imparare a utilizzare gli schermi in modo positivo, aumentando la consapevolezza su come funzionano e conoscendone sia gli aspetti positivi che quelli negativi.

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