Toti, non vedo perché un insegnante vaccinato debba partecipare alle riunioni didattiche con insegnanti e personale non vaccinato. Obbligo per alcune categoria

Stampa

“Non è più l’ora di temporeggiare né di incertezze, tanto meno di messaggi ambigui. La settimana prossima riapriranno le grandi aziende, dopo le ferie di agosto e tra tre settimane inizierà la scuola. Ancora oggi i letti di ospedale sono pieni di persone non vaccinate, mentre la scienza ci ripete che la doppia dose di siero protegge da oltre il 90% delle conseguenze più severe del virus”. Così scrive il presidente della Liguria, Giovanni Toti.

“E ancora, ieri si leggevano notizie di oltre 4 milioni di cittadini tra i 50 e i 60 anni che non si sono né prenotati né vaccinati: sono proprio loro che finiscono in ospedale e potrebbero vanificare gli sforzi fatti da milioni di italiani per tenere aperto il Paese e tornare a una vita normale. Non possiamo rimanere schiavi di superstizioni, di battaglie di retroguardia e men che meno di meschini giochi politici, di chi strumentalizza e sfrutta per interesse una vera e propria macchina di insulti organizzata sui social da pochi fanatici no-vax. Se entro la settimana prossima- sottolinea- non avremo un sufficiente numero di prenotazioni per il vaccino e i numeri non saranno cambiati, sarà il caso di passare all’obbligo vaccinale per alcune categorie. Non vedo perché un lavoratore vaccinato debba essere costretto a convivere con un non vaccinato, oppure un insegnante vaccinato debba partecipare alle riunioni didattiche con insegnanti e personale non vaccinato, E banalmente perché un cittadino che si è diligentemente vaccinato debba dividere il posto in autobus con un non vaccinato”. Toti conclude: “Forse qualcuno spera di far chiudere ancora l’Italia, per giocare sulla paura e la miseria. Questo non deve accadere”.

Stampa

Didattica inclusiva attraverso alcune figure del mito greco. Corso online riconosciuto dal Ministero dell’istruzione