Torniamo alla scrittura collettiva per favorire l’integrazione

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“Il mezzo della scrittura collettiva, infatti, incarnava il messaggio. O, meglio, il messaggio era nel modo con cui era stato forgiato il mezzo.

In un tempo in cui ogni impresa comunitaria è guardata con sospetto vorrei consigliare di sperimentare in classe, almeno una volta, la scrittura collettiva dandoci tutto il tempo che occorre, non solo perché è uno strumento efficace di affinamento della lingua, ma perché necessita di un ascolto reciproco attento, in primo luogo da parte di noi insegnanti.”

E’ quanto scrive Franco Lorenzoni su Repubblica in una lettera dedicata agli insegnanti su Repubblica in cui parla di integrazione a scuola.

“[….] come insegnanti, dovremmo sentire la spinta etica a fare ogni sforzo possibile per fornire conoscenze e strumenti capaci di attenuare almeno un po’ lo scandalo di diversità che precipitano nella discriminazione.” è il monito dell’autore, per 40 anni maestro elementari e autori di libri.

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