Torniamo a mettere al centro l’educazione, non il Covid. Lettera

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Inviato da Gianni Mereghetti – Carissimo direttore, inizia la scuola dopo mesi e mesi online e ciò che domina sono l’incertezza e l’apprensione per le regole.

Quando è così non è un inizio, viene messo in secondo piano, quasi del tutto nascosto, il fascino del ritornare in classe, la meraviglia che si prova davanti a compagni e professori, il gusto di poter sondare dentro la grande sacca della conoscenza.

Per ricominciare la scuola non ha bisogno in primo luogo di regole e prescrizioni, ha bisogno della passione che muove il cuore, che sprigioni tutta la sua energia verso il mistero della realtà. Oggi di questo abbiamo bisogno, non di persone nervose e incerte, non di persone in ansia per le regole che devono essere applicate, ma di presenze che vogliono tornare a solcare il vasto mare del sapere, di presenze che hanno a cuore il destino della vita. Oggi parliamo tutti delle regole, ma chi degna di uno sguardo umano al bambino, alla bambina, al ragazzo, alla ragazza, che solcano la porta della classe per riprendere l’avventura della conoscenza?

Faremmo bene a dedicare più del nostro tempo alle ragioni per cui si vuole tornare a scuola che non stare a discutere di regole che sono quelle e si devono semplicemente applicare! Ci vuole una svolta radicale, mettere di nuovo al centro l’educazione, e questa è una conversione della mente e dell’affetto, perchè oggi al centro vi è tristemente il covid.

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