Tokyo 2020, al via i Giochi, ma il Cio fa gaffe clamorosa sul latino: il nuovo motto olimpico è sbagliato

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Citius, altius e fortius (più veloce, più in alto, più forte) è il motto dei Giochi Olimpici. Oggi scatta a Tokyo l’edizione 2020 delle Olimpiadi. Il Comitato Olimpico internazionale ha leggermente modificato il motto aggiungendo la parola communiter per dare un senso di convidisione e rimarcare lo spirito di fratellanza.

Peccato, però, che la scelta, come segnala Mario De Nonno, ordinario a Roma Tre, presidente della Consulta universitaria degli studi latini, a Lab Parlamento, sia sbagliata.

La prima versione era communis, ma era un errore perché “communis è un nominativo, maschile e femminile, si deve per forza riferire a qualcuno. Le altre parole del motto, citius, altius, fortius sono avverbi. Che ci sta a fare un nominativo? Non era appropriato, era una clamorosa svista morfologica”.

Il Cio, alla fin,e ha scelto l’avverbio communiter. Nella traduzione in inglese e in francese scrive together e ensemble, quindi il significato che dà al vocabolo latino è “insieme”. Anche in questo caso il problema c’è secondo De Nonno: “Communiter viene da communis, implica il concetto di mettere in comune qualcosa di materiale, distribuire. La traduzione in italiano è ‘comunemente’, e non credo fosse questa l’intenzione del Cio. È improprio dal punto di vista semantico. Mi spiego meglio: è come se in inglese, per comunicare che una persona è molto alta, dicessimo che una persona è very high invece di very tall”.

E allora quale sarebbe la versione giusta? Per De Nonno sarebbe “simul, che vuol dire: insieme, contemporaneamente, coralmente. Oppure, ancora meglio, una, avverbio ricavato dall’aggettivo unus e che significa in maniera unitaria, corale”.

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