Toglie crocifisso dall’aula per protesta: rischia procedimento disciplinare

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Flavio Romani, presidente di Arcigay, interviene sulla vicenda di Davide Zotti, l'insegnante triestino che alcune settimane fa aveva rimosso il crocefisso dall'aula delle scuola in cui insegna.

Flavio Romani, presidente di Arcigay, interviene sulla vicenda di Davide Zotti, l'insegnante triestino che alcune settimane fa aveva rimosso il crocefisso dall'aula delle scuola in cui insegna.

Il gesto è stato commesso in segno di protesta contro la Chiesa e spiegato ai propri studenti: "Per l'ennesima volta – ha detto il docente, Davide Zotti, responsabile scuola di Arcigay – un importante esponente della gerarchia cattolica  ha ribadito le posizioni omofobiche della Chiesa affermando che l'omosessualità non è conforme alla realtà dell'essere umano". "Come docente e omosessuale – ha aggiunto Zotti –  non posso più accettare di svolgere il mio lavoro  in un luogo, l'aula, segnato dal simbolo principale della Chiesa cattolica, che continua a calpestare la mia dignità di persona omosessuale".

"Quando un credo religioso viene usato come grimaldello per emarginare ed escludere chi non la pensa allo stesso modo, è evidente che i suoi simboli diventano del tutto inconciliabili con un ambiente pubblico, e in particolare con una scuola" dice Flavio Romani." "Apprendiamo – prosegue Romani – che  è stata aperta una procedura presso l'Ufficio Scolastico Regionale del Friuli Venezia Giulia che potrebbe portare a un provvedimento disciplinare nei confronti dell'insegnante. Scongiuriamo questa eventualità e trasmettiamo al docente tutta la nostra solidarietà: quel crocefisso, strumentalizzato dagli stessi rappresentanti della Chiesa cattolica e in nome del quale si legittima l'esclusione delle persone omosessuali e transessuali non solo dai diritti  ma anche dal riconoscimento sociale, è associato al  tentativo subdolo di iniettare nei giovani e nei giovanissimi convinzioni che non dovrebbero in alcun modo essere contemplate in un ambiente scolastico pubblico. La protesta del professor Zotti quindi non solo è la reazione legittima di una persona omosessuale ma è anche un gesto educativo esemplare che mette al sicuro gli allievi e le allieve, sottolineando loro il senso di uno Stato laico e il dovere di proteggere la scuola da ogni trasgressione a questo principio. Arcigay – conclude Romani – aderisce perciò con convinzione al presidio convocato dai colleghi del professor Zotti per il prossimo 1° dicembre, giorno in cui il docente sarà sentito dai funzionari del Ministero".

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