Togliamo tutto alla Scuola per capire quanto è importante. Lettera

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Inviato da Sandro Gugliermetto – Ho una proposta per le scuole: chiudiamole. Ma per bene, a doppia mandata, senza simulacri di istruzione come la “dad”. Chiuso, stop. Personale in cassa integrazione e niente congedi parentali. Arrangiatevi.

Nel giro di una settimana, dopo feroci proteste di piazza, come per miracolo comparirebbero tutte le cose che mancano: gli autobus, i test salivari, i presìdi medici, il personale docente e di sorveglianza.
A quel punto le riapriamo, e le teniamo aperte anche di pomeriggio e anche di sabato. Perché la scuola è un posto dove lo Stato c’è. E diventerebbe un posto dove non si possono nascondere sintomi da covid; un posto dove si possono ricostruire i contatti di un ragazzino in cinque minuti; un posto che consentirebbe ai ragazzini di stare per un po’ lontani dai loro nonni (sì, ha ragione Toti, ne ha da vendere). Un posto dove si possono insegnare ai ragazzini quelle basi scientifiche, igieniche e civiche che troppe famiglie non insegnano correttamente. Il posto meno insicuro in cui possiamo far stare bambini e ragazzi finché questo incubo non sarà finito.
In un mondo insicuro, la scuola dovrebbe essere il luogo migliore per combattere questo rischio e questo panico.
Sì, noi insegnanti rischieremmo decisamente di più rispetto alla “dad”: ma siamo tenuti a farlo. Siamo pubblici ufficiali. Rappresentiamo lo Stato (lo Stato, non il governo).

Lo so, è una proposta un po’ sovietica. Lo so, nessuno la prenderebbe in considerazione. So tutto. Ma sogno un mondo in cui la risposta a un’epidemia, a una guerra o a una carestia sia imperniata sulla Scuola.

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