Toccafondi (Italia Viva): “Governo faccia partire concorso abilitante. Nelle paritarie situazione insostenibile e dopo emendamento la situazione peggiorerà ancora”

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“La scuola non ha bisogno di spot e singoli emendamenti ma di una riforma complessiva, del reclutamento, del percorso formativo ed abilitante. Di regole certe e chiare che valgano per tutti e consentano di avere insegnanti preparati e formati nelle classi. Questo è il “merito” di cui la scuola ha bisogno.

Le paritarie continuano a essere penalizzate da un sistema che vuole mantenere la distinzione tra figli e figliastri: lo Stato richiede giustamente alle paritarie di impiegare solo docenti abilitati, ma è lo stesso Stato a non consentire alle paritarie di trovare docenti abilitanti”. Così Gabriele Toccafondi di Italia Viva ed ex sottosegretario al MIUR.

“Lo Stato rischia di diventare paradossale. Se una paritaria non impiega un numero sufficiente di insegnanti abilitati, lo Stato può revocare la parità, ma lo stesso Stato da anni non riesce ad abilitare abbastanza docenti, né per le scuole paritarie, né per le scuole statali.

Il paradosso è che se non si abilitano non è per responsabilità di questi docenti o delle scuole dove insegnano, ma perché lo Stato stesso non riesce a organizzare quanto dovrebbe. Non riesce per esempio a organizzare un concorso abilitante nemmeno se una norma approvata nel 2019 dal Parlamento gli impone di farlo. È stato bandito nel 2020, ma poi è sparito nel nulla.

Oggi si aggiunge una novità che può peggiorare la situazione per le scuole non statali. È di queste ore infatti l’annuncio del ministro Valditara di una modifica alla legge vigente che consentirà anche ai docenti delle paritarie di partecipare al concorso riservato fino a ora solo ai docenti della statale con tre anni di servizio.

Siamo contenti – conclude l’esponente di IV – che anche per gli insegnanti delle paritarie ma preoccupa e molto il fatto che tutto questo aggraverà pesantemente la situazione: questi docenti se passeranno alle scuole statali lasceranno le paritarie e rappresentavano i pochi insegnanti abilitati rimasti. Una scelta giusta sul piano del riconoscimento del valore di questi docenti e della equità, ma che deve essere accompagnata da una soluzione che consenta alle paritarie di poter avere insegnanti prepararti, motivati e abilitati”.

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