Toccafondi: così sarà impossibile riaprire le scuole a settembre

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Gabriele Toccafondi, capogruppo di Italia Viva, in  commissione Cultura alla Camera, scrive su Facebook la sua preoccupazione per la ripartenza delle scuole a settembre.

“L’impressione raccolta dall’audizione di  ieri sera del coordinatore Cts Miozzo è che in questo clima, con  queste indicazioni e con una politica che ‘decide di non decidere’, a  settembre le scuole non riusciranno così facilmente a riaprire”.

“Per il Cts – spiega – il rischio è l’aggregazione. Tuttavia la stessa
aggregazione rappresenta la forza e l’energia propulsiva del sistema
educativo’. La scuola è tale se è in presenza e senza smembrare il
gruppo. Per questo l’aggregazione è essenziale per fare scuola. Il Cts
però, non stabilisce solo che ‘l’aggregazione è un rischio’, ma anche
che per rientrare in classe occorrono tante cose, tra le quali  soprattutto la distanza ‘di almeno 1 metro’.

“Così diventerà impossibile far tornare a scuola 9 milioni di bambini
e ragazzi a settembre. Quelle linee guida sulla riapertura risalgono
al 28 maggio. Se in queste settimane e in questi mesi i dati saranno
diversi, cambieranno le linee guida? Per decidere sull’aggregazione,
occorre poi tenere conto dell’andamento della curva dei contagi,
considerando i dati regionali tra loro molto diversi. Ma soprattutto, chi decide? Tanti ci hanno detto,  confermato e ribadito che le riaperture e le linee guida sono disposte dal Cts. E molti ministeri hanno rimandato quindi alle decisioni del  Cts, compreso il Ministero dell’Istruzione. Il coordinatore del Cts  però ci tiene a precisare che loro producono solo pareri ed  indicazioni, e che sono altri – la politica – a dover decidere se  raccogliere o rigettare queste indicazioni”.

“Ma se è così, allora la decisione su come riaprire tutte le scuole
spetta non alle linee guida del 28 maggio, che sono delle indicazioni,
ma alla politica. Che ascolta tutti – tecnici, esperti, tavoli e  coordinamenti – ma poi decide. E in questo caso il ministero  dell’Istruzione deve decidere per il bene di 9 milioni di ragazzi e di famiglie che hanno bisogno della vera scuola”, conclude Toccafondi.

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