TIC a scuola: 85% dei docenti sfavorevole ad IPAD come unico strumento di lavoro. Partecipa al nostro sondaggio

di Eleonora Fortunato
ipsef

Anche se i risultati della nostra indagine sul rapporto tra docenti e nuove tecnologie sono ancora parziali, la tendenza pare abbastanza chiara: quasi l’85 per cento dei partecipanti si è detto sfavorevole all’uso di una didattica integralmente digitale con l’Ipad come unico strumento di lavoro.

Anche se i risultati della nostra indagine sul rapporto tra docenti e nuove tecnologie sono ancora parziali, la tendenza pare abbastanza chiara: quasi l’85 per cento dei partecipanti si è detto sfavorevole all’uso di una didattica integralmente digitale con l’Ipad come unico strumento di lavoro.

Ma il nostro è un pregiudizio che trova le fondamenta anche negli scarsi investimenti attuati dal Governo (si diffida naturalmente di ciò che non si conosce a fondo) oppure è il frutto di un orientamento pedagogico consapevole, erede della nostra tradizione millenaria, di una visione ‘panumanistica’ che vuole continuare a valorizzare il ruolo dell’uomo, della sua cultura, dei suoi valori e del suo sapere nella trasmissione delle conoscenze alle generazioni future?

Il nostro Paese si trova, come sappiamo, agli ultimi posti  sia per l’uso di strumenti tecnologici nell’apprendimento, sia per la formazione metodologica e tecnologica degli insegnanti. Secondo i dati forniti dal Governo, solo il 9% delle classi è connessa ad internet, mentre nei Paesi che hanno i migliori risultati nei testi OCSE-PISA questo dato sale all'80% (i dati provengono dal sondaggio di European Schoolnet, commissionato dalla Commissione Europea: l’Italia si è confermata agli ultimi posti con Polonia, Romania, Grecia, Ungheria e Slovacchia nel 2015 come nel 2013). Segnale che una correlazione tra apprendimenti e uso delle Tic a scuola potrebbe effettivamente esserci.

Eppure i nostri studenti sono nativi digitali al pari dei loro coetanei europei, usano infatti moltissimo internet a casa per chattare e giocare. La differenza sta nel fatto che nessuno insegna loro come utilizzare le nuove tecnologie a scopi didattici. In Gran Bretagna e in Finlandia, per esempio, portare il tablet a scuola e connettersi ad internet rende l'apprendimento più vivace e più adatto alle nuove generazioni, fa diminuire le ore di studio nozionistico a casa, rende l'apprendimento un lavoro di ricerca e scoperta guidato dal docente a scuola, ma anche a casa grazie alle classi virtuali.

Tic a scuola: giusta una didattica integralmente digitale? Partecipa al sondaggio

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