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TFS pubblico impiego, rate e tassazione: chiarimenti

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TFR

Per ricevere il TFS non sempre basta il tempo di attesa dovuto al motivo che ha portato alla cessazione del servizio, visto che il TFS può essere corrisposto anche a rate.

A differenza del TFR erogato ai dipendenti privati, il TFS nel pubblico impiego non solo ha dei tempi di liquidazione più lunga ma prevede anche, nel caso l’importo sia molto elevato, che sia corrisposto in un massimo di 3 rate, a 12 mesi di distanza una dall’altra. A tal proposito rispondiamo alle domande di una nostra lettrice che ci chiede:

Vi ringrazio. Il TFS è arrivato secondo i tempi da voi segnalati. Se possibile vorrei capire e vi ringrazio anticipatamente:

1) è indicato TFS RATA 1 significa che è solo una parte?
2) devo pagarci l’IRPEF con aliquota agevolata o altro?

TFS, quando è a rate?

Il TFS dei dipendenti pubblici può essere erogato in un’unica soluzione o a rate. Se l’importo spettante, infatti, è superiore ai 50mila euro lordi, la liquidazione può avvenire anche in 3 rate secondo il seguente schema:

  • prima rata dopo l’attesa prevista per la liquidazione per l’importo riguardante i primi 50 mila euro
  • seconda rata, 12 mesi dopo l’erogazione della prima, per importi compresi tra i 50mila ed i 100 mila euro
  • terza rata, 12 mesi dopo l’erogazione della seconda, per importi che eccedono i 100mila euro.

Attenzione, i limiti di reddito per l’erogazione delle rate si intendono lordi, quindi prima della tassazione. L’importo della prima rata ricevuto, quindi, non sarà sicuramente 50mila euro anche se spetta una seconda rata perchè i 50mila euro prima di essere erogati sono sottoposti a tassazione.

La tassazione del TFS avviene da parte del sostituto d’imposta e, quindi, il dipendente riceve, effettivamente, la quota netta della buonuscita spettante. Nel suo caso, quindi, la tassazione agevolata prevista per il TFS è stata già applicata alla fonte.

Come è tassato il TFS?

L’indennità di buonuscita dei dipendenti statali è sottoposta ad una tassazione agevolata. La base imponibile su cui determinare l’aliquota, infatti, è abbattuta di una quota percentuale pari al 26,04% (questo significa che oltre un quarto del TFS spettante non sarà tassato).

Una volta determinata la base imponibile, inoltre viene ulteriormente ridotta di 309,87 anni per ogni anno di servizio.

Per i dipendenti pubblici poi, è prevista un’ulteriore detassazione in base all’attesa per l’erogazione della prima tranche di TFS (questa detassazione, però, è applicabile solo sui primi 50mila euro erogati.

L’aliquota applicata, infatti, è ridotta nello specifico:

  • dell’1,5% se il pensionato ha dovuto attendere 12 mesi per la liquidazione del TFS;
  • dell’3% se l’attesa è stata di 24 per l’erogazione della prima rata;
  • del 4,5% se ha dovuto attendere 36 mesi per la liquidazione della prima rata di TFS;
  • del 6% se l’attesa è stata di almeno 48 mesi per ricevere le somme spettanti;
  • del 7,5% se il pensionato ha dovuto attendere almeno 60 mesi per avere il suo TFS.


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