Tfr con trattenute illegittime. Anief: ricorso per recuperare il 2,5%. Chi può chiedere rimborso

di redazione
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Anief – Premesso che il TFr è prestazione economica totalmente a carico del datore di lavoro anche nel caso in cui il dipendente risulti impiegato in attività della Pubblica Amministrazione e che quindi a pagare sia lo Stato, molti dipendenti della Pubblica Amministrazione si sono ritrovati nella posizione di avere sulla propria busta paga un prelievo forzoso per la copertura del proprio TFR; tale prelievo è quantificato su un importo pari al 2,5% calcolato sull’80% dello stipendio mensile.

Il diritto al rimborso della somma indebitamente detratta al lavoratore è stata stabilita con una sentenza della Corte Costituzionale nel 2012 ma ancora oggi il principio non viene rispettato e molti dei dipendenti della Pubblica Amministrazione ogni mese si trovano a fare i conti con uno stipendio in busta paga inferiore a quanto effettivamente dovuto.

Ma quali sono i dipendenti pubblici che possono presentare ricorso contro le trattenute del Tfr in busta paga e come fare? Ecco le informazioni utili e le indicazioni su chi può chiedere il rimborso delle somme indebitamente detratte e le indicazioni su come fare.

Per comprendere meglio la fattispecie in questione, occorre porre una distinzione tra gli attori coinvolti e la relativa casistica.

Trattenute Tfr illegittime: ecco chi può richiedere il rimborso e come fare

In ordine al principio disposto dalla Corte di Cassazione attraverso la sentenza del 2012, è illegittimo trattenere il Tfr direttamente dalla busta paga del lavoratore, sia che si tratta di un dipendente privato che di dipendente della Pubblica Amministrazione; tale prestazione economica di fine rapporto deve essere di esclusiva competenza del datore di lavoro.

Per i dipendenti della Pubblica Amministrazione l’importo trattenuto in maniera illegittima dalla busta paga è relativo al 2,5% dell’80% della retribuzione. In sostanza, prendendo ad esempio un lavoratore con uno stipendio lordo di 2mila euro mensili, le trattenute mensili per il Tfr ammontano a 40 euro. Una cifra non indifferente se sommata al totale dei mesi e degli anni di servizio.

Per una migliore rappresentazione dei fatti circostanziati, occorre spiegare l’origine del problema e il perché della trattenuta.

I dipendenti della Pubblica Amministrazione, indipendentemente dalla qualifica ricoperta, sono stati inquadrati sino al 2010 in regime di trattamento di fine servizio, Tfs, mentre gli assunti del settore privato in ordinario regime di Tfr.
Il concetto di base da porre in rilievo al fine della comprensione di tale manovra statale è che nella costituzione del Tfs per i dipendenti pubblici la trattenuta del 2,5% sul 80% dello stipendio mensile è a carico del lavoratore.

Dal gennaio del 2011 tutti i dipendenti della Pubblica Amministrazione assunti dopo il 31 dicembre 2000 sono passati al Tfr che, al contrario, non prevede alcuna contribuzione da parte del lavoratore. La prestazione è erogata per via esclusiva dal datore di lavoro, che sia lo Stato o un privato.

Nonostante il principio sia stato ribadito negli anni dalla Corte Costituzionale e nonostante le continue sentenze dei tribunali regionali ancora oggi non mancano i casi in cui a pagare parte della quota del Tfr sia il lavoratore. Si tratta di una trattenuta illegittima e i dipendenti pubblici possono chiedere indietro le somme indebitamente detratte. Per capirne di più, vediamo nel dettaglio chi può richiedere il rimborso e come fare.

Trattenute Tfr illegittime: chi può chiedere il rimborso

Titolari del diritto a chiedere il rimborso sulle trattenute del Tfr illegittime sono i dipendenti della Pubblica Amministrazione e nello specifico si tratta del personale del pubblico impiego assunto a partire dal 1° gennaio 2001 per le buste paga ricevute a partire da gennaio 2011.
I dipendenti pubblici assunti invece fino a dicembre 2000 hanno diritto al rimborso sul Tfr per gli anni di retribuzione 2011 e 2012, ovvero gli anni in cui sono passati dal regime di Tfs a quello di Tfr, cioè chi è ritornato in regime di TFS non chiede il 2,5% ma la differenza tra le due aliquote percepite tra il 2011 e il 2012 del credito del 2,69%, frutto della differenza tra le due aliquote: quello del 9,60% spettante per il regime TFS e quella del 6,91% ricevuta in regime TFR.

Per i dipendenti dello Stato assunti a partire dal gennaio 2001 si tratta di una cifra importante che dovrà essere restituita a titolo di rimborso e ci si aspetta che saranno in tanti a presentare richiesta di rimborso. A tal proposito sono tanti i dipendenti pubblici che ad oggi si chiedono come fare per presentare richiesta di rimborso.

Vai alla pagina di adesione al ricorso TFR

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