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TFR, naspi e pensione: quando con dimissioni volontarie?

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Alcuni chiarimenti riguardo le dimissioni volontarie e spettanza di TFS, eventuale Naspi e pensione.

Non sempre è facile prendere la decisione di presentare dimissioni volontarie da un lavoro che non si riesce più a sostenere, soprattutto se non si è a conoscenza di quelle che potrebbero essere le eventuali conseguenze su altri aspetti economici. Rispondiamo, quindi, alla domanda di una nostra lettrice che ci scrive:

Buonasera, ho 54 anni e 30 anni di contributi. Lavoro nella scuola come assistente amm.va. Vorrei dimettermi anche perché ho due malattie autoimmuni che non sono riconosciute invalidanti ma che mi stancano molto sia fisicamente che psicologicamente.

La mia richiesta di dimissioni deve avere delle precise motivazioni, a chi va presentata ed entro quando? Ho diritto alla liquidazione del tfr da parte del Miur entro quanto tempo o devo aspettare quale eta’ per riceverlo? Posso fare la domanda di disoccupazione Naspi e per quanto tempo e con quale cifra? Dopodiché devo aspettare quale eta’ per ricevere una pensione sociale di 460 euro? In attesa di una vostra risposta porgo cordiali saluti.

Dimissioni volontarie

Quando un lavoratore non vuole proseguire l’attività lavorativa non ha bisogno di precise motivazioni: le dimissioni volontarie, infatti, possono essere presentate anche senza motivazione specifica. Per presentare le dimissioni, in ogni caso, deve dare alla sua amministrazione il preavviso obbligatorio (la durata del preavviso è prevista dal suo CCNL di categoria ma può chiedere anche informazioni alla segreteria della tua scuola).

Per quanto riguarda la liquidazione del TFS, sarà erogato circa 27 mesi dopo la cessazione dal servizio visto che in caso di dimissioni volontarie la buonuscita spetta dopo 24 mesi a cui aggiungere i 90 giorni necessari all’INPS per la gestione della pratica.

La Naspi, invece, in caso di dimissioni volontarie non spetta: l’indennità di disoccupazione viene riconosciuta solo quando la perdita del lavoro è indipendente dalla volontà del lavoratore, in caso di dimissioni volontarie, invece, è il lavoratore a decidere di smettere di lavorare.

Per quanto riguarda l’assegno sociale di 460 euro, spetta al compimento dei 67 anni ma solo a chi non rientra nel diritto della pensione di vecchiaia. Avendo lei versato 30 anni di contributi avrà, invece diritto alla pensione di vecchiaia al compimento dei 67 anni ma non all’assegno sociale.

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