TFA sostegno V ciclo: aspiranti che non hanno ancora concluso le prove chiedono accesso diretto

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comunicato Coordinamento TFA Accesso Diretto Referente: Federico Grispi  – I candidati al V CICLO DEL TFA SOSTEGNO, che non hanno ancora potuto espletare le prove scritte a causa della sospensione dovuta alla situazione epidemiologica, si trovano, tutt’oggi, in una situazione di stallo.

Sono Otto gli Atenei coinvolti che non sono riusciti a programmare ed espletare le prove scritte per l’accesso al percorso di specializzazione al sostegno didattico e sono circa diecimila i candidati che si ritrovano in questa incresciosa situazione; da nord a sud, da Enna a Firenze. Quale sarà il loro destino? Poche sono le certezze.

Al momento l’unico indizio viene dalle parole espresse dal Ministro Manfredi, ospite su Radio Capital, il quale parla di un imminente decreto con il quale si permetterà a questi candidati di poter completare l’iter di selezione con una ” prova pratica, probabilmente, a distanza”.

In cosa consista questa prova non è ancora chiaro e, soprattutto, bisogna capire se le modalità di studio finora adoperate, saranno idonee a soddisfare i nuovi criteri di selezione. Certamente non è semplice cambiare strategia di studio in itinere e, soprattutto, a pochi giorni dalle presunte prove. La disparità che si verrebbe a generare sarebbe evidente e, i candidati, non ci stanno. Continuano a chiedere a gran voce l’Accesso Diretto, grazie anche al tam tam dei Social, dove li vediamo protagonisti, nelle ultime ore, di una particolare iniziativa, una Challenge che si sta diffondendo a macchia d’olio. Un foglio bianco con un’unica, simbolica richiesta:

#ACCESSODIRETTO

Sono stati accusati di voler percorrere una strada semplificata, rispetto ad altri che hanno potuto sostenere le prove. Ma il punto focale della questione rimane questo: gli altri hanno potuto,  loro non hanno avuto la stessa possibilità. E, così, si affidano ai Social e al buon senso di chi sta in alto, che dovrebbe capire che non cercano di assumere una posizione privilegiata, rispetto ad altri, ma di porre, se mai, fine a quella disparità che a causa di ritardi da parte delle università prima, e di misure restrittive a tutela della salute poi, ha caratterizzato il loro percorso che non è mai stato in discesa, anzi.

Sono mesi che navigano nell’incertezza, nell’attesa e, adesso, chiedono solo risposte e lanciano questa Challenge.

Non è la prima volta che succede; all’inizio dell’anno scolastico aveva fatto scalpore un’iniziativa simile con l’hastag: #questaèlamiacattedra, con cui i docenti non ancora in servizio rivendicavano il loro diritto ad insegnare.

Oggi, con l’hastag #ACCESSODIRETTO, non si pretende tanto… Solo il diritto a intraprende un percorso di specializzazione, per il quale hanno già superato una preselezione, che darà loro accesso ad un corso a pagamento. Neanche avessero lanciato l’hastag #VogliamoilRuolo!!!!

Loro vogliono pagare, studiare e specializzarsi, per poi entrare nel mondo della scuola che lamenta, da sempre, grande carenza di docenti specializzati.

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