TFA sostegno, record a Pisa: bocciati con 27,5/30. Sbagliate 6 risposte

di redazione
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Test TFA sostegno: eliminata la soglia di sufficienza, a determinare l’accesso alla prova scritta è il candidato che svolge la prova con meno errori. E più sono i candidati presenti, minore la possibilità di essere ammessi. 

Il dm n. 92/2019 ha infatti modificato le norme stabilite dal dm 30 settembre 2011 per la prova preselettiva della selezione per i corsi di specializzazione sostegno: è ammesso alla prova scritta il doppio del numero dei posti a bandi, più tutti coloro che hanno conseguito il voto dell’ultimo degli ammessi.

Questo ha determinato un innalzarsi dell’asticella per il superamento della prova preselettiva, soprattutto nelle Università  con migliaia di partecipanti per poche centinaia di posti.

Avevamo già messo in rilievo il paradosso per cui, in relazione al numero dei partecipanti, in una Università si può essere bocciati con 27/30 e nell’altra ammessi con zero risposte esatte. Test TFA sostegno, bocciati con 27/30 e promossi con zero. Ecco cosa è successo

A mano a mano che le Università pubblicano i risultati però non mancano le sorprese: e così l’asticella della difficoltà si è nuovamente innalzata a Pisa, dove i candidati al test per la scuola secondaria di II grado sono stati bocciati con 27,5 su 30, ovvero hanno sbagliato la risposta di 6 domande su 60.

I candidati presenti al test erano 1384. Se la soglia per l’ammissione alla prova scritta fosse stata mantenuta a 21/30, solo un centinaio di candidati non avrebbe superato il test, demandando alle prove successive e alla valutazione dei titoli (aver per es. già maturato esperienza di insegnamento su posto di sostegno) la scrematura dei partecipanti.

I 226 candidati ammessi si contenderanno i 75 posti disponibili, pertanto anche le prove successive saranno particolarmente importanti ed impegnative.

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