TFA sostegno IX ciclo, docenti con tre anni di servizio: accesso diretto al 35% posti oppure graduatoria per servizio o titoli oppure esonero dalla preselettiva

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Gli aspiranti interessati sono in attesa di svolgere la prima delle prove d’accesso al TFA sostegno a.a. 2023/24. Non tutti però la svolgeranno, compresi i riservisti che non rientreranno nella specifica graduatoria.

Prove d’accesso

Pubblicato il decreto n. 583/2024, con cui è stato autorizzato l’avvio dei percorsi di formazione per il conseguimento della specializzazione su sostegno nella scuola dell’infanzia, primaria e secondaria di I e II grado a.a. 2023/2024, si attende adesso lo svolgimento delle prove d’accesso:

  1. test preselettivo (per il superamento non è previsto un punteggio minimo; il test è superato da un numero di candidati pari al doppio dei posti disponibili nel singolo Ateneo; sono altresì ammessi alla prova scritta coloro che, all’esito della prova preselettiva, abbiano conseguito il medesimo punteggio dell’ultimo degli ammessi);
  2. una o più prove scritte ovvero pratiche (la prova è superata con un punteggio minimo pari a 21/30; nel caso di più prove, la valutazione è ottenuta dalla media aritmetica della valutazione nelle singole prove, ciascuna delle quali deve essere comunque superata con una votazione non inferiore a 21/30);
  3. una prova orale (la prova è superata conseguendo un punteggio minimo pari a 21/30).

I test si svolgeranno, per ciascun grado di istruzione, nella medesima data a livello nazionale:

  • mattina del 7 maggio 2024 prove scuola dell’infanzia;
  • mattina del 8 maggio 2024 prove scuola primaria;
  • mattina del 9 maggio 2024 prove scuola secondaria I grado;
  • mattina del 10 maggio 2024 prove scuola secondaria II grado

Come detto all’inizio, comunque, non tutti gli aspiranti attendono le suddette date, perché non svolgeranno il test preselettivo e saranno direttamente ammessi alla prova scritta, in virtù di diverse disposizioni normative. Vediamo di chi si tratta e in virtù di quali disposizioni non sosterranno il test in parola.

Esonerati test preselettivo

Non svolgeranno il test preselettivo:

  1. gli aspiranti, che abbiano superato il test preselettivo dell’VIII ciclo ma che, a causa di misure di prevenzione dal COVID-19, non abbiano potuto sostenere le ulteriori prove (art. 1, comma 7, del DM 583/2024);
  2. gli aspiranti con disabilità affetti da invalidità civile pari superiore all’80% (art. 20 della legge 104/92);
  3. gli aspiranti che, nei dieci anni scolastici precedenti, abbiano svolto almeno tre annualità di servizio, anche non consecutive, sullo specifico posto di sostegno del grado cui si riferisce la procedura (art. 2/8 DL 22/2020, convertito in legge n. 41/2020). Dunque, le tre annualità di servizio devono essere state svolte tutte sullo specifico posto di sostegno per cui si concorre, come previsto dalla disposizione di legge e come chiarito dal MIM con apposita FAQ lo scorso anno. Ricordiamo che, ai sensi dell’art. 11/14 della L. 124/99, per annualità di servizio si intende il servizio prestato per almeno 180 giorni anche non continuativi o il servizio prestato ininterrottamente dal 1° febbraio sino al termine delle operazioni di scrutinio o al termine delle attività educative per la scuola dell’infanzia  (non è possibile sommare servizi appartenenti ad anni scolastici differenti, per cui i 180 giorni vanno riferiti a ciascun anno scolastico) [norma che viene superata dall’art. 18bis comma 2 del Decreto Legislativo 59/2017]

A tali aspiranti se ne devono aggiungere altri che, in  prima battuta, se rientrano nella prevista quota di riserva, accederanno direttamente ai percorsi di specializzazione, viceversa (non rientrando nella quota di riserva) saranno ammessi direttamente alla prova scritta. Trattasi dei docenti con tre anni di servizio su posto di sostegno di cui all’art. 18-bis, comma 2, del D.lgs. 59/2017.

Docenti con tre anni su sostegno

Così leggiamo nell’art. 18-bis, comma 2, del D.lgs. 59/2017:

Fino al termine del periodo transitorio di cui al comma 1, ai percorsi di specializzazione per le attività di sostegno didattico agli alunni con disabilità accedono, nei limiti ((della riserva di posti e con le modalità stabilite)) con decreto del Ministero dell’università e della ricerca, di concerto con il Ministero dell’istruzione, coloro, ivi compresi i docenti assunti a tempo indeterminato nei ruoli dello Stato, che abbiano prestato almeno tre anni di servizio negli ultimi cinque su posto di sostegno nelle scuole del sistema nazionale di istruzione, ivi compresi le scuole paritarie e i percorsi di istruzione e formazione professionale delle regioni, e che siano in possesso del titolo di studio valido per l’insegnamento. I percorsi sono svolti con modalità di erogazione convenzionale, interamente in presenza o, esclusivamente per attività diverse dalle attività di tirocinio e laboratorio, con modalità telematiche in misura comunque non superiore al 20 per cento del totale.

Dunque:

  • ai percorsi di specializzazione accedono i docenti a tempo determinato e indeterminato che abbiano svolto almeno tre anni di servizio, negli ultimi cinque, su posto di sostegno nelle scuole statali e paritarie nonché nei percorsi di istruzione e formazione professionale delle regioni (non è richiesto che il servizio sia stato prestato sullo specifico grado) e siano in possesso del titolo di studio valido per l’insegnamento;
  • la disposizione in esame si applica sino al 31 dicembre 2024 (termine ultimo del periodo transitorio);
  • l’accesso ai percorsi avviene nel rispetto dei limiti della quota di riserva definita dal Ministero con apposito decreto;
  • la suddetta quota è stata definita, per l’a.a. 2023/24, tramite il DM n. 549/2024, in base al quale la riserva di posti in esame è pari al 35%.

Con il DM n. 549/2024 il MUR ha inoltre disposto che i docenti in questione confluiscano in una graduatoria distinta:

Le istituzioni dovranno prevedere due graduatorie distinte, una per i candidati che accedono alle prove di cui all’art. 6 comma 2, del decreto del Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca 30 settembre 2011, e l’altra per i soggetti che concorrono per la riserva dei posti.

Quando il numero delle domande per il 35% è superiore al numero dei posti

Qualora, per il singolo grado nell’Ateneo il numero delle domande presentate sia superiore al numero dei posti a disposizione, bisognerà stilare una specifica graduatoria redatta in base ai criteri indicati nell’allegato A al DM 549/2024, contenente i titoli valutabili e i relativi punteggi. Approfondisci

Se il docente non rientra nel 35%

Se il docente non rientra nel 35% dei posti, la soluzione proposta dalle Università è l’ammissione alla selezione senza la prova preselettiva.

La risposta si trova infatti nei primi bandi pubblicati dagli Atenei, come ad esempio quelli dell’Università Suor Orsola Benincasa e di UninT, ove si legge che i candidati, i quali non rientreranno nella quota di riserva, saranno ammessi direttamente alla prova scritta.

Conclusioni

A cosa fare attenzione:

  • anche i candidati che concorrono per il 35% dei posti (accesso diretto) devono pagare la tassa di iscrizione. Costo variabile, da 100 a 200 euro circa
  • anche i candidati che concorrono per il 35% dei posti devono presentare la domanda “normale” per accedere direttamente alla prova scritta qualora non rientrino nella graduatoria

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Le risposte ai quesiti

È possibile inviare un quesito all’indirizzo [email protected] (non è assicurata risposta individuale ma la trattazione di tematiche generali).

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