TFA sostegno: il corso è impegnativo. Permessi diritto allo studio, assenze, richieste a scuola

di redazione
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Come può un docente in servizio frequentare il corso specializzazione sostegno che le Università si apprestano a bandire per l’a.a. 2018/19? Alcune risposte. 

Una nostra lettrice ci induce ad una riflessione
Sono una docente di ruolo nella scuola statale; nel prendere la decisione di partecipare al corso di specializzazione per il sostegno ho dato uno sguardo ai calendari delle lezioni relativi a trascorse annualità. La frequenza era richiesta in quasi tutti i giorni della settimana; 
mi chiedo come potrebbe, un docente in servizio, frequentare il suddetto corso?
Premessa: quanto affermato in questo articolo è generale. Ogni Università, nell’ambito dell’autonomia organizzativa, dispone le lezioni nelle modalità che ritiene più opportune. Alcune concentrano le lezioni nel fine settimana, altre le diluiscono.
Ci sono poi da considerare i laboratori e il tirocinio.

Il corso prevede l’acquisizione di 60 CFU (Crediti Formativi Universitari) di cui:

  • 36 CFU – Attività didattiche relative ai Settori scientifico-disciplinari delle Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche, delle Scienze giuridiche e delle Scienze mediche;
  • 9 CFU – Laboratori (diversificati per grado di scuola);
  • 12 CFU – Attività di Tirocinio (diretto e indiretto – diversificate per grado di scuola) da svolgersi presso le istituzioni scolastiche;
  • 3 CFU – Esame finale.

Permessi diritto allo studio

Si tratta di 150 ore annue individuali, per le quali la richiesta  va presentata entro il 15 novembre di ciascun anno scolastico. Entro quella data il corso non era stato ancora avviato, per cui per l’anno solare 2019 non ci sono docenti che hanno a disposizione tale monte ore. 
Posto che la fase di selezione – immatricolazione  potrebbero interessare almeno circa un mese, resta da coprire l’ultima parte dell’anno scolastico 2018/19,  ma soprattutto il periodo settembre – dicembre 2019.
E’ possibile – come accaduto in situazioni simili – che i partecipanti al corso, in servizio nel periodo considerato possano fruire di un certo numero di ore di permesso studio, concesse in deroga a quelle già programmate.
Ma questo non è possibile anticiparlo ora, gli Uffici Scolastici non sarebbero in grado oggi di anticipare una risposta su questo argomento.

Assenze

La frequenza del corso è in presenza, obbligatoria.

Ai sensi art.3 comma 4 del D.M. dell’8 febbraio 2019, n. 92:

  • Le assenze sono  accettate  nella  percentuale  del  20%  di  ciascun insegnamento.  Il  monte  ore  relativo  sara’   recuperato   tramite attivita’ on-line, predisposte dal titolare dell’insegnamento;
  • Per il tirocinio e i laboratori vige l’obbligo integrale di frequenza delle attivita’ previste, senza riduzioni ne’ recuperi;

Il corso dovrà concludersi entro il mese di marzo 2020, come disposto dal dm 27 febbraio 2019.

Richieste a scuola

Superate le selezioni, effettuata l’iscrizione effettiva al corso, il docente in servizio penserà anche a come organizzare il suo tempo – scuola.

La formazione è sicuramente una opportunità e un momento di crescita di cui beneficia tutta la scuola, per cui anche le scuole dovrebbero a nostro parere pensare come organizzare (o riorganizzare se possibile) l’orario in funzione degli impegni di formazione.

Naturalmente, inutile dirlo, l’ultima parte dell’anno scolastico sarà contrassegnata da difficoltà in questo senso.

Più facile invece intervenire sul nuovo orario del prossimo anno scolastico: se il docente sa infatti che le lezioni si svolgono il sabato, quello sarà il suo giorno libero, e così via.

In occasione di precedenti corsi il Miur emanò una nota con la quale invitava i Dirigenti Scolastici a porre in atto gli interventi necessari per agevolare la frequenza dei corsi.

Lo speciale TFA sostegno a.a. 2018/19

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