TFA sostegno, i posti disponibili aumentano a 22 mila per il prossimo ciclo. A dirlo il Ministro dell’Università

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Ieri, durante il question time alla Camera dei Deputati, il Ministro dell’Università ha annunciato, in funzione dell’aumento dell’emergenza legata ai posti di sostegno, che le Università hanno aumentato la propria capacità di formazione dei docenti. Perché tutti i posti vengano utilizzati, però, il Ministero dell’istruzione dovrà avviare la procedura di finanziamento al Ministero dell’Economia.

Infatti, secondo quanto riferito dalla Ministra Cristina Messa, i posti degli idonei non vincitori del precedente ciclo TFA sono 12.588, numeri importanti per fronte all’emergenza sostegno (che giovedì 15 aprile sarà oggetto di un nostro approfondimento giornalistico), pertanto il Ministero dell’Università e della ricerca si è attivato per accrescere la potenzialità del sistema universitario, chiedendo, nel corso del mese di dicembre, un ulteriore sforzo degli atenei sulla base della necessità di ammettere in sovrannumero i candidati risultati idonei nelle medesime sedi in cui hanno sostenuto le prove. Con la rilevazione compiuta nel mese di marzo è emerso la disponibilità di 22 mila posti

Il sistema universitario – ha detto la Messa – è pronto a soddisfare, in occasione del prossimo ciclo, sia l’esigenza formativa dei candidati vincitori al VI ciclo sia quella degli idonei al precedente V ciclo

Affinché si renda possibile questo aumento di posti, ha concluso il Ministro “ è necessario che venga sensibilmente accresciuto il fabbisogno espresso dal sistema scolastico, che consta di 40 mila posti per il triennio 2018-2020, dei quali, fermo restando il numero degli idonei dei precedenti cicli, solo 6.191 sono disponibili attualmente per il prossimo VI ciclo.

Una emergenza sostegno che, uno studio realizzato dalla CISL, vede una carenza importante di personale specializzato. Infatti, gli specializzati che nell’anno scolastico in corso (2020/21), sul totale delle supplenze conferite su attività di sostegno, hanno coperto una supplenza sono in minoranza (22.000 su 107.000 pari a meno del 21%), mentre la percentuale dei supplenti non specializzati risulta in crescita di oltre 4 punti rispetto alla situazione registrata nel 2017/18, anno.

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