TFA sostegno è tutto un paradosso: dall’accesso dei diplomati, ai test senza punteggio minimo, ai costi. Lettera

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inviata da Carlotta Coppola – Ssono una docente di terza fascia e sto completando il terzo anno di supplenza su scuola statale.

Quest’anno sono stata nominata su incarico di sostegno in una scuola secondaria di secondo grado e l’esperienza che sto facendo la ritengo molto utile e ricca per il mio bagaglio professionale ed umano, anche se, al contempo, delicata, in quanto mi sono resa conto che un tale incarico non è per tutti.

Alla luce di queste osservazioni, vorrei fare notare come il TFA su sostegno indetto in quattro e quatt’otto da questo governo, sia, a dir poco, assurdo.
Come ho accennato, sto completando la terza annualità di supplenza (ho avuto sempre incarichi al 30 giugno),ma mi mancherà una manciata di giorni per poter partecipare alle prove preselettive per il TFA di sostegno che saranno espletate nel mese di Aprile prossimo.

Il primo ‘non sense’ è che mentre io non potrò partecipare perché non avrò completato per nove giorni la terza annualità, potrà accedervi un alunno che magari ho formato tre anni fa! Eh già perché ho lavorato negli anni scorsi negli istituti professionali ed un diplomato ITP può partecipare senza alcun requisito.

Io,invece,laureata (in ingegneria vecchio ordinamento) che magari lo ho formato negli anni scorsi, no!!,non posso partecipare perché dovrei avere tre annualità completate al momento della domanda di partecipazione oppure acquisire (a pagamento!) i 24 CFU in discipline antropologiche,che, visti i notevoli impegni familiari avendo quattro bimbi e l’impegno a scuola, non ho avuto il tempo di conseguire.
I commenti sull’assurdità di questa situazione li lascio al lettore.

La seconda assurdità è il fatto che non vi è un punteggio minimo per il superamento della prova preselettiva,motivo grazie al quale stanno fiorendo ricorsi su ricorsi,per cui si potrebbe creare discrepanza con altre regioni dove il numero di posti banditi fosse diverso.
Ovvero, per assurdo, potrebbe essere non ammesso un candidato più bravo in una regione dove vi è un numero inferiore di posti, rispetto ad un altro candidato che abbia espletato una prova peggiore, ma dove vi sia un maggior numero di posti, in quanto il bando dice che verrà ammesso alla prova scritta un numero di candidati pari al doppio dei posti disponibili in quella regione.

Ancora,una volta superate tutte le innumerevoli e dure prove, vista anche la mancanza di tempo per la giusta preparazione ed il preavviso inesistente, (addirittura leggo nei bandi delle varie Università che vi saranno due prove scritte!!!) il candidato dovrà pagare circa tremila euro (tremila!) per sostenere questo corso (oltre ai centocinquanta euro circa per partecipare alla preselettiva)…ma ora se è vero che il corso è finalizzato alla stabilizzazione dei docenti precari, come può un precario permettersi di pagare una cifra simile e soprattutto lavorare e sostenere un corso del genere (pomeridiano?) con la percentuale di assenze massima prevista del 20%?
Anche in questo caso la risposta la lascio al lettore.

Infine, dopo questa immane fatica (con esame finale!!), il candidato non passerà di fascia, non avrà l’abilitazione sul sostegno,ma rientrerà semplicemente in una classifica preferenziale da cui si attingerà in primis ( così pare) per gli incarichi su sostegno dalla terza fascia.
Considerando che nella mia regione sono disponibili in tutto 260 posti, questo significa che, vista la modica cifra di circa 3000 euro che ogni candidato verserà per partecipare al corso,vi sarà un giro di soldi pari a 780.000 euro a cui vanno sommati i 150 euro moltiplicati per ogni candidato che parteciperà alla preselettiva. Tale cifra diventa veramente immane se il conto lo si fa considerando il totale dei posti disponibili in tutta Italia per l’anno 2019-2020(14224 in totale) moltiplicato i 3000 euro canonici per i privilegiati (?) che potranno seguire il corso.
Bene, il risultato fa 42.672.000 euro a cui va sommata qualche decina di milioni di euro derivante dalla quota per partecipare alla preselettiva (un centinaio di euro) moltiplicata per le diverse migliaia di candidati che si presenteranno.
Quindi, come si può pensare che questo TFA sia mirato davvero alla stabilizzazione dei precari e non piuttosto a creare ‘cassa’ al Ministero, visto il ‘business’ economico che vi è dietro? Mi riesce anche difficile pensare che pagare i professori universitari dedicati a questo corso sia così esoso, vista anche la durata limita dello stesso.

Ora l’Onorevole Granato (M5S), alla luce delle sue ultime considerazioni sui docenti di terza fascia, mi può dire cosa c’è di costituzionale in questo TFA di sostegno?

Nonostante tali considerazioni, rimango, comunque, speranzosa che questo governo voglia davvero definitivamente stabilizzare i docenti precari di terza fascia che svolgono da anni con impegno e dedizione il proprio lavoro, permettendo quotidianamente il regolare svolgimento delle lezioni e la formazione dei giovani, tra cui, si spera, un domani sboccerà anche qualche politico finalmente onesto e lungimirante, di cui il nostro amato paese ha estremo bisogno.

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