Tfa Sostegno, Anief: aprire i corsi a tutti coloro che ne fanno richiesta. Emendamento

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Comunicato Anief – Mentre il testo della Legge di Bilancio approvata dal CdM prevede una formazione obbligatoria per i docenti di sostegno senza specializzazione, Anief chiede ai deputati di approvare degli emendamenti per ammettere tutti i precari con 36 mesi di servizio e tutti i candidati ai corsi al di là dell’offerta degli Atenei, visto che anche le lezioni potrebbero svolgersi online: in questo modo si cercherà di evitare di trovarsi ancora una volta, anche il prossimo anno scolastico, con più di 50 mila insegnanti senza titolo.

L’organizzazione sindacale Anief ricorda che sul sostegno c’è un concentrato di precari senza eguali in alcun comparto. Per questo motivo occorre aprire i corsi specializzanti a tutti coloro che ne fanno richiesta, considerando che non sono un numero altissimo e che anche in occasione dell’ultimo Tfa sostegno in alcune province le richieste di accesso sono state numericamente inferiori ai posti messi a bando. E poiché gli iscritti disabili ai corsi scolastici aumentano di 10 mila unità ogni anno la situazione non potrà che peggiorare, considerando coloro che passano su disciplina o vanno in pensione. Il giovane sindacato sta quindi predisponendo un emendamento specifico al disegno di legge di bilancio per avviare il numero dei docenti specializzati e consentire il conseguimento del titolo di specializzazione prima dell’inizio del nuovo scolastico.

IL DECRETO DEL MINISTRO

Il Covid-19 non ferma i corsi di specializzazione di sostegno: il ministro dell’Università Gaetano Manfredi ha firmato il decreto che autorizza i laboratori formativi a distanza, come chiesto da Anief. Ma non basta, perché tutte le lezioni dovrebbero essere svolte online e perché lo stesso numero programmato, il doppio di quello attivato dal predecessore Marco Bussetti, rimane insufficiente rispetto alle effettive esigenze perché ancora tarato sulla sola offerta formative degli Atenei e non sui bisogni reali degli studenti. Sul tema, peraltro, si deve ancora pronunciare il Consiglio di Stato, che dirà l’ultima parola su un ricorso presentato dai legali del sindacato che ha chiesto anche l’ammissione ai corsi di tutti i supplenti con 36 mesi di servizio e di tutti i candidati partecipanti alle prove preselettive.

Nell’attesa del giudizio, i 20 mila corsisti del V ciclo del TFA sostegno potranno sostenere le prove orali a distanza: a comunicarlo è stato lo stesso attuale ministro dell’Università Gaetano Manfredi, che ha detto anche di aver firmato il decreto che autorizza i laboratori a distanza, da concludersi, assieme al resto delle lezioni, entro il 16 luglio prossimo. Inoltre, pure per i candidati risultati idonei nei cicli precedenti ci sarà la possibilità di svolgere le attività di laboratorio a distanza: le modalità in remoto che erano state chieste nei giorni scorsi proprio da Anief.

LA LEGGE DI BILANCIO

ART. 164. (Disposizioni in materia di personale scolastico) del testo della Legge di Bilancio approvata dal CdM:

  1. All’articolo 1 della legge 11 dicembre 2016, n. 232 dopo il comma 366 è inserito il seguente: “366-bis. Allo scopo di garantire la continuità didattica per gli alunni con disabilità, il fondo di cui all’articolo 1, comma 366, della legge 11 dicembre 2016, n. 232, è rifinanziato nella misura pari a 62,76 milioni nell’anno 2021, 321,34 milioni nell’anno 2022, 699,43 milioni nell’anno 2023, 916,36 milioni per ciascuno degli anni 2024 e 2025, 924,03 milioni nell’anno 2026, 956,28 milioni nell’anno 2027, 1.003,88 milioni nell’anno 2028, 1.031,52 a decorrere dall’anno 2029. La dotazione dell’organico dell’autonomia, a valere sulle risorse di cui al primo periodo, è incrementata di 5.000 posti sostegno a decorrere dall’ anno scolastico 2021/2022, 11.000 posti di sostegno a decorrere dall’anno scolastico 2022/2023 e 9.000 posti di sostegno a decorrere dall’anno scolastico 2023/2024. Alla ripartizione delle risorse di cui al presente comma, disponibili a decorrere dall’anno scolastico 2021/2022, si provvede con decreto del Ministro dell’istruzione di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze. All’incremento derivante dall’attuazione della presente misura non si applicano le disposizioni di cui all’articolo 1, comma 373, della legge 11 dicembre 2016, n. 232.
  2. Il fondo di cui all’articolo 1, comma 125, della legge 13 luglio 2015, n. 107 è incrementato di 10 milioni di euro per l’anno 2021 per realizzare interventi di formazione obbligatoria del personale docente impegnato nelle classi con alunni con disabilità. Detta formazione è finalizzata all’inclusione scolastica dell’alunno con disabilità e a garantire il principio di contitolarità nella presa in carico dell’alunno stesso. Con decreto del Ministero dell’istruzione, da adottarsi entro 30 trenta giorni dall’entrata in vigore della presente legge, sono stabiliti le modalità attuative, prevedendo il divieto di esonero dall’insegnamento, i criteri di riparto, le condizioni per riservare la formazione al solo personale non in possesso del titolo di specializzazione sul sostegno, la determinazione delle unità formative comunque non inferiori a 25 ore di impegno complessivo, criteri e modalità di monitoraggio delle attività formative di cui al presente comma.

Relazione illustrativa

Il comma 1 allo scopo di garantire la continuità didattica per gli alunni con disabilità, incrementa la dotazione dell’organico dell’autonomia di 5000 posti di sostegno, conseguentemente rifinanziando il fondo di cui all’articolo 1, comma 366, della legge 11 dicembre 2016, Il comma 2 della norma incrementa il Fondo per la formazione obbligatoria dei docenti di cui all’articolo 1, comma 125, della legge n. 107 del 2015, con la specifica finalità di formare tutti i docenti che insegnino in classi in cui sono presenti alunni con disabilità sulle specifiche competenze e metodologie. L’inclusione scolastica, infatti, richiede che tutti i docenti, non esclusivamente quelli impegnati nel sostegno didattico, siano coinvolti nella formazione specifica. L’incremento del fondo è ripartito con apposito decreto del Ministro dell’istruzione in cui sono previste anche le condizioni per esonerare dalla formazione il personale in possesso del titolo di specializzazione sul sostegno, già fornito delle specifiche competenze, la determinazione delle unità formative comunque non inferiori a 25 ore di impegno complessivo, e i criteri e modalità di monitoraggio delle attività formative per garantire l’efficienza della spesa.

IL COMMENTO DEL PRESIDENTE ANIEF

“È troppo importante – spiega Marcello Pacifico, presidente Anief – specializzare nuovi docenti nella didattica speciale, perché la scuola italiana ha estremo bisogno di loro. Allo stesso tempo, però, l’attuale offerta formativa copre appena un quarto delle cattedre vacanti e disponibili. Perché, lo abbiamo detto più volte, anche al termine del V Tfa sostegno rimarranno comunque 50 mila cattedre da affidare a docenti non specializzati. Per questo motivo continuiamo a sostenere che organizzare specializzazioni riservate ad un numero ristretto di candidati è un errore: bisogna aprire il corso universitario specializzante in didattica speciale a tutto il personale che ha svolto 36 mesi di servizio e, comunque, a tutti gli insegnanti interessati. Ancora di più perché si continua ad operare una cattiva distribuzione dei posti rispetto alle esigenze e alla richiesta: basta dire che proprio in occasione delle selezioni dell’ultimo Tfa sostegno si sono contate solo 50 candidature per 458 posti di specializzazione autorizzati in Piemonte. Una decisione che ha convinto il sindacato a predisporre dei ricorsi finalizzati ad essere ammessi e partecipare agli scritti del V ciclo Tfa sostegno per gli alunni con disabilità”.

L’APPROFONDIMENTO DELLA STAMPA

Per l’accesso ai corsi di sostegno, scrive Orizzonte Scuola, “uno spiraglio si apre per i cosiddetti ‘soprannumerari del V Ciclo TFA’: ricordiamo che sono accompagnati in questo percorso, dall’incombente presenza del Covid 19 che ha causato nello scorso marzo la sospensione di ogni attività didattica in presenza nelle scuole e nelle università. Soltanto nello scorso maggio il D.M. 25.05.2020 a causa dell’emergenza epidemiologica, autorizzò l’avvio dei corsi di specializzazione sul sostegno didattico per l’a.a. 2019/2020, per i candidati risultati idonei nei cicli precedenti e regolarmente iscritti al V ciclo, utilizzando anche modalità a distanza per le sole lezioni degli insegnamenti e per i soli tirocini indiretti. Nel suddetto decreto si evidenziò che le attività di laboratorio e di tirocinio diretto dovessero svolgersi in presenza”. Adesso, però, le attività in presenza, sempre a causa del coronavirus tornato a livelli di contagio alti, tornano ad essere proibite.

Sempre secondo la stampa specialistica, “il percorso dei soprannumerari del V ciclo TFA, sembra essersi configurato come un’ardua impresa dal momento che la sospensione delle attività in presenza ha rallentato i tempi del corso di formazione, infatti il conseguimento del titolo sarebbe dovuto avvenire a febbraio, difficile a realizzarsi dal momento che il D.M dello scorso maggio ha impedito che sia i laboratori che i tirocini si svolgessero in presenza. Gli stessi tirocini diretti (150 ore) non possono durare meno di 5 mesi (Decreto 30 settembre 2011) e devono svolgersi presso le strutture scolastiche. Infatti l’avvio dei tirocini diretti e indiretti è legato alla firma del contratto formativo che avviene tra il dirigente scolastico e lo specializzando e a quanto pare di questi tempi risulta difficile riuscire trovare una scuola anche tra quelle accreditate, disposta ad accogliere gli specializzandi”.

Nell’attesa di indicazioni da parte del ministero competente alcuni atenei organizzatori dei corsi di specializzazione danno l’avvio ai tirocini diretti on line: la prima Università è stata quella di Foggia, con un avviso dello scorso 9 novembre. A seguire l’Unisob di Napoli. “Ben vengano – commenta Orizzonte Scuola – le iniziative che diano l’opportunità agli specializzandi di continuare il loro percorso formativo e conseguire l’abilitazione in tempi utili, dal momento che la mancanza di docenti di sostegno specializzati che si verifica ad ogni inizio anno scolastico, dimostra quanto il reclutamento degli insegnanti di sostegno specializzati sia claudicante e al di là dei proclami, rimane il concreto rischio che puntualmente venga leso  il diritto all’istruzione degli alunni con disabilità”.

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