TFA sostegno, Anief: entro 60 giorni Miur dovrà spiegare perché così pochi posti. TAR Lazio accoglie ricorso con cautelare

di redazione
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comunicato Anief – L’Anief ha impugnato presso il TAR Lazio il DMl 21 febbraio 2019 n. 118 di autorizzazione all’avvio dei corsi di Tirocinio Formativo Attivo propedeutici all’acquisizione della specializzazione per le attività di sostegno didattico degli alunni con disabilità, denunciando l’insufficienza dei posti complessivamente autorizzati rispetto al fabbisogno di personale docente specializzato nonché l’irragionevolezza della loro ripartizione tra gli atenei rispetto al fabbisogno territoriale.

Il Tribunale Amministrativo, con un provvedimento cautelare d’urgenza emanato oggi ha condiviso le ragioni patrocinate dai nostri legali e ha ordinato al Miur l’immediato riesame della situazione producendo, inoltre, una relazione circostanziata in cui vengano chiariti, tra l’altro, i presupposti e le ragioni posti a fondamento delle scelte espresse.

Abbiamo evidenziato in udienza – spiega Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief – le incongruenze relative al numero eccessivamente ridotto di posti per la frequenza del cosiddetto TFA Sostegno rilevando come il Miur abbia attivato soli 14.000 posti a fronte di ben 51.107 insegnanti senza il prescritto titolo di specializzazione assegnati agli alunni disabili nell’anno scolastico 2018/2019 e, inoltre, come la distribuzione dei pur esigui posti fosse assolutamente non coerente con le effettive necessità. Solo nella regione Piemonte, ad esempio, il Miur ha autorizzato 200 posti per l’intera regione e 320 posti per la regione Emilia-Romagna, a fronte – per esempio – di 1.150 posti autorizzati nella Regione Calabria, 1.380 posti nella Regione Marche, 1.240 nella Regione Puglia e 370 posti nella Regione Molise”.

Il TAR Lazio, infatti, ha accolto le tesi dei legali Ganci e Miceli del nostro sindacato e ordinato al Miur l’immediata revisione dei posti autorizzati e la produzione di una dettagliata relazione “allegando ogni relativo supporto documentale come i pareri espressi dai Comitati regionali di coordinamento delle Università in merito alla congruenza tra le offerte formative comunicate dalle Università e il fabbisogno di personale specializzato rilevato dagli Uffici Scolastici Regionali; i provvedimenti con i quali gli Uffici Scolastici Regionali hanno espresso il fabbisogno degli insegnanti specializzati sul sostegno per il triennio 2019-2021; i documenti attestanti la consistenza degli organici di sostegno di diritto e “in deroga” nelle diverse regioni italiane; i documenti attestanti il numero degli insegnanti specializzati impiegati nei posti di sostegno di diritto e “in deroga” nelle diverse regioni italiane e ogni altro documento ritenuto utile ai fini della controversia”.

Adesso il Miur – conclude Pacifico – avrà 60 giorni di tempo per giustificare l’ingiustificabile e dare conto in tribunale al nostro sindacato delle scelte illogiche e non parametrate all’effettivo fabbisogno di docenti di sostegno specializzato nelle nostre scuole. Siamo certi che otterremo definitiva ragione e il Miur sarà costretto a rivedere in modo consistente il numero dei posti attivati per il prossimo TFA Sostegno. Basti pensare che quelli attivati rappresentano un quarto del fabbisogno e che in alcune regioni addirittura uno su venti quelli richiedibili. Ancora una volta, dunque, il nostro sindacato ha saputo agire tempestivamente a tutela dei diritti dei tanti docenti precari e di ruolo che volevano accedere alla specializzazione di sostegno e delle migliaia di alunni con disabilità che hanno pieno diritto a essere affiancati, in tutto il loro percorso di istruzione, da un docente di sostegno specializzato.”

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