Tfa sostegno, 21/30 per superare lo scritto. Anief: perché non 18/30?

di redazione
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Comunicato ANIEF – La babele sulla selezione per individuare i partecipanti ai corsi di sostegno non sembra avere fine: dopo aver distribuito i 14.224 posti a caso, adottato una soglia “mobile” per la preselettiva, costringendo il sindacato a ricorrere in tribunale per fare ammettere tutti coloro che hanno raggiunto almeno la sufficienza, organizzato in modo maldestro i test, con tanto di prove annullate in tre atenei, adesso si scopre che il D.M. n. 92/2019 prevede che i candidati ammessi allo scritto dovranno raggiungere la soglia 21/30 per passare allo step successivo, la prova orale. 

Marcello Pacifico (Anief): Viene sempre più da pensare che a prendere queste decisioni siano delle persone che non solo non conoscono la scuola, ma nemmeno le più elementari procedure concorsuali d’accesso ai ruoli pubblici. Anief continua la raccolta di adesioni da parte dei candidati estromessi contro l’ingiusta esclusione dai corsi: fino al 6 maggio, possono impugnare l’esclusione tutti i candidati al Tfa Sostegno che in occasione delle prove di metà aprile hanno conseguito almeno la sufficienza, pari ad almeno 18/30, ritrovandosi ingiustamente esclusi dopo mesi di preparazione e sacrifici.

Ci sono importanti novità di trattamento dei candidati ai corsi di specializzazione, organizzati dalle Università sulla base dei decreti ministeriali, per diventare docente di sostegno: la prova scritta – che verterà su una o più tematiche previste dall’articolo 6, comma 1, del DM 30 settembre 2011 – verrà svolta da un numero doppio di candidati rispetto ai posti disponibili, più tutti coloro che hanno conseguito lo stesso punteggio dell’ultimo degli ammessi: questo significa che, a seguito della prova scritta e prova orale, sarà bocciato il 50% (e anche più) dei candidati, scrive Orizzonte Scuola.

Come si svolgerà la prova scritta

“Per la valutazione della prova scritta – continua la rivista – rimane in vigore il dm 30 settembre 2011, che stabilisce a 21/30 la soglia di sufficienza. Quindi, anche qualora le Università non lo avessero indicato nel bando, scrivendo semplicemente che la prova sarà valutata in trentesimi, rimane comunque valido il decreto, sicuramente ricordato nelle premesse”.

Inoltre, a differenza della preselettiva, le prove scritte non prevedono domande a risposta chiusa. E sono svariate le tematiche su cui verteranno le prove: le competenze didattiche diversificate in funzione del grado di scuola; le competenze su empatia e intelligenza emotiva; le competenze su creatività e pensiero divergente; le competenze organizzative e giuridiche correlate al regime di autonomia delle istituzioni scolastiche.

L’analisi del sindacato

Secondo Anief ci troviamo davanti all’ennesima stortura relativa all’organizzazione di questi corsi specializzanti sul sostegno agli alunni disabili. Invece di produrre una selezione seria, improntata sull’efficienza e sull’effettiva necessità di individuare i docenti più adatti e competenti per svolgere il delicato ruolo di affiancamento degli alunni con disabilità nel loro percorso formativo, si è partiti male e si sta finendo peggio. Prima si è ristretto davvero troppo il cerchio dei posti da assegnare. Il giovane sindacato autonomo ha immediatamente impugnato al Tar del Lazio quella scelta, ufficializzata dal Miur attraverso il Decreto del 21 febbraio 2019 n. 118, che ha di fatto dato il la alla selezione dei tanti aspiranti ai corsi di specializzazione.

Anief ha dunque denunciato ai giudici amministrativi l’insufficienza dei posti autorizzati rispetto al fabbisogno di personale docente specializzato, assieme all’irragionevolezza della loro ripartizione tra gli atenei rispetto alle effettive esigenze ed impellenze territoriali: qualche giorno fa, il Tribunale Amministrativo, con un provvedimento cautelare d’urgenza, ha dato ragione al sindacato, ordinando al Ministero dell’Istruzione l’immediato riesame della situazione, chiedendo all’amministrazione di redigere una relazione circostanziata attraverso la quale si possano finalmente chiarire, tra l’altro, i presupposti e le ragioni posti a fondamento delle scelte prodotte.

Il parere di Marcello Pacifico, leader Anief

Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, ricorda che “è inconcepibile autorizzare per tutto il Piemonte 200 posti, oppure 320 posti per la regione Emilia-Romagna, a fronte – per esempio – di 1.150 posti autorizzati in Calabria, 1.380 posti nella Marche e 1.240 in Puglia. Questi ultimi numeri, sopra i mille posti, dovevano essere concessi per tutte le regioni d’Italia, considerando che nell’anno scolastico in corso sono stati 51.107 i docenti a cui è stata affidata una cattedra di sostegno senza il prescritto titolo di specializzazione”.

“Premesso questo, diventa ancora più inconcepibile avere attuato una selezione feroce nel corso dalla fase preselettiva, tra l’altro andando a respingere ammessi con 27/30 ed invece ammettere chi, negli atenei con pochi candidati, ha risposto ai test solo per onor di firma. È questa l’espressione del merito a cui dicono continuamente di ispirarsi al Miur? Solo ora si torna alla quasi normalità, visto che nello scritto viene introdotta la soglia 21/30 per passare all’orale. Ma ancora una volta si poteva fare meglio: viene da chiedersi, piuttosto, perché non sia stato individuato 18/30 come punteggio minimo”, conclude il presidente del sindacato autonomo.

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