TFA Sostegno 2019 aperto ai laureati con 24 Cfu: lettera al Ministro

di redazione
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Egregi Ministri, erano i primi di dicembre quando, l’intento di scrivere una lettera al Ministro, ci ha uniti in un gruppo nato sui social e sviluppatosi in una petizione on line intitolata “Tfa Sostegno 2019 aperto ai laureati con 24 cfu” che ha presto raggiunto un cospicuo numero di adesioni.

Siamo quelli che chiamano “laureati con i 24 cfu” e ormai da mesi assistiamo al tam-tam di notizie sulla nuova sistemazione dell’annosa questione relativa alle procedure concorsuali e, nello specifico, al sostegno.

Come riportato dagli organi di stampa, i laureati senza abilitazione sarebbero esclusi dal prossimo (e imminente) concorso per il conseguimento della specializzazione sul sostegno; la motivazione di questa esclusione è da rintracciare nella volontà di non modificare i requisiti d’accesso al percorso formativo, e quindi di prevedere la sola ammissione per coloro che hanno conseguito l’abilitazione all’insegnamento.

Ad oggi quella del sostegno è una specializzazione che, quindi, necessita dell’abilitazione su materia precedentemente acquisita.

Questa decisione taglia fuori centinaia di giovani, futuri docenti, che vorrebbero ardentemente intraprendere questa strada.

La scuola italiana vive una mancanza cronica di queste figure in possesso del titolo specifico, ragion per cui, a coprire posti di sostegno sono chiamati docenti senza specializzazione, iscritti o meno in terza fascia.

La contraddizione nasce nel momento in cui un laureato, se vuole conseguire la specializzazione sul sostegno, non può farlo in quanto non abilitato, ma viene chiamato ad assolvere a tale delicato compito perché ritenuto momentaneamente idoneo a colmare le esigenze delle varie scuole.

Insomma, per affrontare un percorso formativo sul sostegno, noi laureati non siamo ritenuti idonei perché sprovvisti di abilitazione, ma lo diventiamo improvvisamente per colmare la mancanza di insegnanti di sostegno e affiancare quindi uno studente disabile durante il suo percorso.

Una grave contraddizione e una profonda ingiustizia.

Riteniamo, quindi, prioritaria la necessità di fissare, da un lato, lo standard professionale e il percorso formativo, dall’altro garantire a tutti la possibilità di concorrere per conseguirla. La laurea deve essere il requisito, non l’abilitazione che, per molti di noi, rappresenta un miraggio in quanto le lungaggini burocratiche da tempo impediscono la pubblicazione di un nuovo bando.

Non siamo stati messi nella condizione di poterci abilitare sulla materia di competenza e questo ci preclude l’accesso al nuovo bando.

Dopo aver conseguito i 24 CFU nelle discipline antro-psico-pedagogiche e in metodologie e tecnologie didattiche, come previsto dal D.lgs n. 59 del 13 aprile 2017 e D.lgs n. 616 del 10 agosto 2017, riteniamo a gran voce che i laureati, debbano essere posti nelle condizioni di conseguire la specializzazione sul sostegno.

Dopo tante promesse non mantenute, auspichiamo che le cose possano cambiare a favore dei laureati che desiderano essere messi nelle condizioni di formarsi ed operare come gli altri con professionalità, competenza, amore e dedizione, senza perdere tempo in ulteriori lungaggini prospettate dalla valanga dei ricorsi auspicati da questa grave ingiustizia. Agiamo OGGI non domani.

Fiduciosi del Vostro riscontro, vi auguriamo buon lavoro, riportando l’ultimo passo della “Lettera ad un ministro” scritta da San Francesco D’Assisi: “E queste e tutte le altre cose, che sono ancora poco chiare nella Regola, sarà vostra cura di completarle, con l’aiuto del Signore Iddio.”

In fede
Il Gruppo “TFA Sostegno 2019 aperto ai laureati con 24 Cfu: lettera al Ministro

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