TFA secondo ciclo: difficoltà iscrizione idonei, nonostante nota Miur

di Lalla
ipsef

La storia ci viene raccontata da Laura, docente di ruolo in esubero che per trovare un'altra chance professionale partecipa alle selezioni per il II ciclo TFA, collocandosi tra gli idonei, cioè coloro che in graduatoria occupano un posto successivo al numero dei posti banditi.

La storia ci viene raccontata da Laura, docente di ruolo in esubero che per trovare un'altra chance professionale partecipa alle selezioni per il II ciclo TFA, collocandosi tra gli idonei, cioè coloro che in graduatoria occupano un posto successivo al numero dei posti banditi.

La regione di riferimento è la Toscana.

Solo il 20 febbraio 2015 il Miur emana la nota con la quale gli idonei vengono ammessi al corso. Essa prevede " Nel caso in cui i corsi siano già iniziati, le istituzioni accademiche sono invitate a provvedere a forme di recupero per i candidati che si immatricolano successivamente."

Laura, la nostra docente, ci racconta che la sua immatricolazione (con pagamento delle tasse) è potuta avvenire solo il 12 marzo, in quanto l'Accademia di Belle Arti di Firenze ha riaperto le immatricolazioni solo dopo un intervento dell'USR Toscana.

E qui comincia l'odissea. "Non avendo avuto nessuna comunicazione sulle mie modalità di frequenza e recupero – ci racconta Laura – il 16 marzo decido di mia iniziativa di recarmi a lezione, dandone comunicazione al
coordinatore del Tfa dell'accademia, che finalmente mi risponde (un'ora prima dell'inizio della lezione) inviandomi uno stralcio della delibera del consiglio avvenuto il giorno stesso della mia iscrizione, dove mi si invita, non potendo l'accademia organizzare corsi di recupero, a spostare la mia iscrizione all'Accademia di Roma o di Bologna, in quanto a Firenze il primo semestre di corsi è praticamente concluso (ma ho visto che lo stesso è anche nelle altre due accademie)"

Dunque le Università possono decidere di porre i corsisti nella condizione di non poter usufruire del diritto sancito dalla nota del 20 febbraio, con le conseguenze che ne derivano?

Perchè le problematiche – che non esitiamo a credere esistano – ricadono sui corsisti e non se ne fa carico l'Amministrazione, dato che il corsista è diventato titolare di un diritto?

Non sappiamo se quella di Laura è una condizione isolata (da alcune mail ricevute in redazione abbiamo capito che alcuni idonei non sono a conoscenza della nota, per cui non hanno sollecitato le Università a riaprire i terminie delle immatricolazioni), ma è comunque l'esempio di una cattiva gestione di una procedura già inquinata da diverse problematiche.

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