TFA secondo ciclo: per il TAR domanda su Sidney è sbagliata. Candidata accede alla prova scritta

Di Lalla
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Il TAR Potenza ammette alla prova scritta del TFA secondo ciclo candidato che ha contestato, per le classi A043 e A050, la domanda su Sidney. Ancora un'altra falla nell'organizzazione del test per l'accesso ai corsi di formazione iniziale degli insegnanti.

Il TAR Potenza ammette alla prova scritta del TFA secondo ciclo candidato che ha contestato, per le classi A043 e A050, la domanda su Sidney. Ancora un'altra falla nell'organizzazione del test per l'accesso ai corsi di formazione iniziale degli insegnanti.

La candidata aveva riportato nel test di ingresso svolto a luglio 2014 per le classi A043 A050 il punteggio complessivo di 20,50 punti, ma con il ricorso ha contestato tale punteggio in quanto ritiene di aver risposto correttamente al quesito n. 45

"Quando a Roma sono le 15, a Sidney è:
a) notte; b) mattina; c) mezzogiorno; d) alba")

barrando la risposta "d) alba", poiché la più nota città australiana si scrive "Sydney", mentre la meno conosciuta città di "Sidney" si trova nello Stato del Montana degli Stati Uniti d'America

La ricorrente, con l'attribuzione di ulteriori 0,50 punti avrebbe conseguito il punteggio minimo di 21 punti, prescritto dall'art. 7, comma 3, del Decreto Ministeriale per l'ammissione alla prova scritta.

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Ed è stato proprio questo l'elemento che ha convinto i giudici

"Infatti, sebbene il suindicato quesito n. 45 intendeva riferirsi molto probabilmente alla più nota città australiana di "Sydney", anche perché la città di "Sidney", che si trova nello Stato del Montana degli Stati Uniti d'America, ha una popolazione di 5.191 abitanti secondo l'ultimo censimento del 2010, non può ritenersi errata la risposta data dalla ricorrente, in quanto va rilevato che nel quesito n. 45 il nome della città australiana di "Sydney" era stata erroneamente scritto "Sidney".

Tale precisazione ha permesso alla candidata di poter raggiungere il punteggio di 21/30, che è il minimo per poter essere ammessi alla prova scritta, e dunque proseguire le selezioni per l'accesso. La sentenza

La sentenza va ad aggiungersi ad altri provvedimenti cautelari che hanno già permesso ad altri candidati di avere accesso alla prova scritta, pur non avendo ufficialmente superato il test di ingresso.

Le motivazioni: denuncia della violazione dell'anonimato e dell'erroneità dei quiz somministrati durante le prove preselettive.

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