TFA. Quando a finanziare le Università ci pensano i precari della scuola

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red – Quella riportata da bgreport.org è un punto di vista sui corsi TFA (Tirocinio formativo attivo) di formazione iniziale degli insegnanti di scuola secondaria.

red – Quella riportata da bgreport.org è un punto di vista sui corsi TFA (Tirocinio formativo attivo) di formazione iniziale degli insegnanti di scuola secondaria.

Il TFA, nato dal dm 249/10 è un corso universitario della dura di un anno, al quale si accede tramite una rigida selezione (nel I ciclo su circa 20.000 posti a disposizione ne sono stati coperti solo 11.000) e in cui tra lezioni, laboratori e tirocini si "apprende" teoria e pratica della professione di insegnante.

Sulla qualità dei corsi i detrattori hanno detto di tutto – che siano esclusivamente teorici e scollati dal mondo reale delle aule scolastiche, che siano una ripetizione dei contenuti appresi durante gli anni universitari, che non preparino ad affrontare le probematiche pratiche in cui dal primo giorno in classe ci si ritrova a sostenere.

Naturalmente chi ha frequentato prima le Ssis e adesso il TFA sa che non è esattamente così e che a fronte di tante criticità emergono delle buone esperienze, frutto dell’impegno di prof. universitari nonchè di tutor e corsisti.

Ma il punto dolente che forse mette tutti d’accordo è il costo, di circa 2.500 euro a persona. E bgreport.org fa i conti di quanto l’Università di Bergamo ha guadagnato con le tasse dei corsisti del I ciclo TFA

"L’Università di Bergamo ha infatti gestito 18 corsi per abilitare 329 insegnanti, e ha dichiarato a bilancio che a fronte delle entrate di 1.103.700 euro incassati, ha speso 694.107 euro. I TFA sono stato un buon affare per l’ateneo che ha guadagnato ben 409.593 euro dall’operazione. Un margine cospicuo: se poi dividiamo la cifra per il numero di iscritti, ogni precario, oltre a coprire interamente il costo del proprio, corso ha involontariamente e inconsapevolmente finanziato con 1245 euro l’ateneo. "

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A cosa serve il TFA?

L’abilitazione conseguita tramite il Tirocinio formativo Attivo permetterà di accedere

  • alla II fascia delle Graduatorie di istituto, riservata ai docenti abilitati ma non inseriti in Graduatoria ad esaurimento
  • ai concorsi, dai quali si assume il 50% del personale docente a tempo indeterminato
  • al reclutamento nelle scuole paritarie. Leggi tutto

E dunque, possedere un’abilitazione è necessario, tanto più che circolano con insistenza sempre maggiore ipotesi di revisione del sistema delle supplenze, soprattutto di quelle brevi, di solito assegnate dalla III fascia delle graduatorie di istituto ai docenti in possesso del solo titolo di studio e non dell’abilitazione Come elimineranno le supplenze brevi. Facciamo il punto delle indiscrezioni

E dunque? La recriminazione dei precari per la tassa loro richiesta per la frequenza del TFA non si placheranno certo con l’avvio del II ciclo, si spera solo che si formino docenti che possano trovare presto adeguata collocazione e valorizzazione all’interno della scuola.

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