TFA più posti a Sud che a Nord. Intanto si sfora il numero programmato

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dp – I prossimi anni, secondo quanto si evince dai dati forniti dal MIUR, vedranno uno svecchiamento della classe docente soprattutto al Sud. Nel frattempo la Gelmini, per placare le polemiche, aumenta di qualche migliaio di unità i posti per il TFA. Uno scontro politico dietro quest’incremento?

dp – I prossimi anni, secondo quanto si evince dai dati forniti dal MIUR, vedranno uno svecchiamento della classe docente soprattutto al Sud. Nel frattempo la Gelmini, per placare le polemiche, aumenta di qualche migliaio di unità i posti per il TFA. Uno scontro politico dietro quest’incremento?

Sono le regioni del Sud ad avere bisogno, per i prossimi anni, di nuovi docenti. Il Nord pesenta percentuali di docenti con età maggiore di 59 anni inferiore rispetto a tutte le altre regioni: Lombardia, Piemonte, Friuli, Veneto. In questi anni l’aver privilegiato il Nord nelle immissioni in ruolo ha consentito uno svecchiamento della classe docente che adesso mostra altissime percentuali di docenti con età inferiore a 45 anni.

Così, ad esempio, mentre in Sicilia ci sarà necessità di 2.000, in Campania di 3.400 giovani docenti ogni anno, per i prossimi tre anni, (compreso l’incremento del 40%), in Veneto non supererà i 610, in Piemonte i 400, in Liguria i 280. Vai ai dati

Da questo dato oggettivo mi sono chiesto se non parta la polemica che ha visto protagonisti i giovani cattolici di Comunione e liberazione (cioè, Nord Italia) che ha costretto, grazie ad un pressing mediatico e politico, a rivedere al rialzo il numero programmato dei docenti da abilitare. E difatti, la Gelmini, prima accusata di "genuflettersi" (citiamo le parole di Francesco Magni, presidente del Coordinamento Liste per il Diritto allo studio) davanti ai sindacati, ha acconsentito ad un incremento di ulteriori 3.000 posti riservati ai Tfa per le Scuole superiori, per un totale di 13.285. E a ben leggere, i comunicati, gli articoli di quanti richiedevano più posti citavano i dati di Lombardia, Piemonte, Veneto.

E’ lecito chiedersi se questi 3000 posti in più saranno equamente distribuiti tra tutte le regioni o andranno a rimpinguare i numeri di alcune aree del paese, in barba al numero programmato e alla volontà di eliminare il fenomeno del precariato. Vigilare non sarà difficile, grazie anche ad una operazione trasparenza sui numeri, avviata da questo Ministero, che merita di essere encomiata.

C’è solo questo dietro il dietrofront della Gelmini? A quanto pare, no! A sospettare uno scontro politico al vertice è il "Corriere della Sera" che delinea una convergenza di interessi e quindi di attriti tra la Gelmini e L’On. Lupi per la poltrona di Formigoni. Con Lupi che cerca e trova l’appoggio di CL e la Gelmini che si trincera dietro la vicinanza alla Lega. Non a caso quest’ultima ha più volte ribadito sulla questione la vicinanza al Ministro e l’invito a non cedere rispetto al numero programmato per il TFA.

Fantapolitica? Per il momento tutto torna

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