Tfa, Associazione coordinamento nazionale chiede di riaprire le Gae

di redazione
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Comunicato Associazione Coordinamento Nazionale TFA – Ci è stato detto più volte che “non abbiamo superato un concorso”, eppure per accedere al Tirocinio Formativo Attivo (TFA) abbiamo superato tre selezioni in accesso

(sì, tre, una in più di quelle per accedere alla SISS) con una proporzione complessiva tra posti e candidati superiore a 1 a 10, un tirocinio dove abbiamo sostenuto degli esami e lavorato gratis, pagando a nostre spese quella formazione che in qualsiasi paese civile dovrebbe essere erogata gratuitamente dallo Stato. Cosa ci era stato garantito?

Priorità nelle supplenze e accesso a un concorso che, nelle intenzioni originarie del “legislatore”, sarebbe stato riservato alla ristretta platea degli abilitati.

Prerogative ben più misere rispetto al diritto all’assunzione vita natural durante che era stato garantito con selezioni molto più blande a generazioni più fortunate delle nostra.

Eppure nessuna di esse ha resistito alla prova del cambio di governo, allo scellerato piano assunzioni del 2015, all’ennesima riforma destinata a rivoltare (pardon, rottamare) la scuola pubblica come un calzino, alla cinica voracità dell’avvocato Bonetti e dei suoi troppi epigoni, alla mitomania delirante con cui certa magistratura amministrativa sembra godere a sfasciare l’amministrazione pubblica, giocando con la vita di individui le cui necessità e aspirazioni sono forse troppo lontane dalle lambiccate astrazioni del diritto.

E la politica, in tutto questo? Per ora, solo annunci (invero molto cauti), qualche attestato di stima (di cui ringraziamo), e all’orizzonte un nuovo provvedimento, il ddl Pittoni, che non è che l’ennesimo colpo basso ai nostri danni.

Se credete (ci rivolgiamo a tutti: politici, giudici, avvocati, funzionari ministeriali) che aver rispettato le regole e superato una selezione pubblica sia una colpa, se non vi importa un fico secco che un’intera generazione paghi per il modo indegno in cui quelle che l’hanno preceduta hanno gestito la scuola pubblica, vi invitiamo a dircelo senza peli sulla lingua.

Al contrario se qualcuno è davvero interessato a tutelare quel merito che nonostante tutto non smetteremo mai di difendere, dovrebbe sapere bene qual è al momento l’unica soluzione possibile.

Bisogna riaprire le GAE. A questo punto è un dovere nei confronti di chi ha scelto di insegnare nella scuola pubblica consapevolmente e non per ripiego, di chi ha studiato e ha dimostrato di avere i requisiti per farlo.

Se, come purtroppo temiamo, nulla sarà fatto in attesa delle decisioni della magistratura, allora non possiamo che trarne una conclusione: questa volta, il “Legislatore” e l’ “Amministrazione” fedifraghi e negligenti, in tribunale ce li porteremo noi.

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