TFA A043 A050 secondo ciclo: analisi delle domande considerate ambigue

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red – Alcuni aspiranti che hanno partecipato al test di selezione per l’accesso al TFA A043 A050 (lettere per la scuola secondaria di I e II grado), alle prese con le risposte indicate come esatte sul sito Cineca. Qualche riflessione e dibattito aperto.

red – Alcuni aspiranti che hanno partecipato al test di selezione per l’accesso al TFA A043 A050 (lettere per la scuola secondaria di I e II grado), alle prese con le risposte indicate come esatte sul sito Cineca. Qualche riflessione e dibattito aperto.

inviato da Laura – Vorrei segnalare una domanda anomala, che ha creato a tutti i partecipanti problemi nella formulazione della risposta.

Si tratta della domanda n. 41, dove le risposte risultano incomplete e ambigue:

41. Solone divise gli ateniesi in quattro classi sociali:
A) in base al censo
B) in base ai loro redditi agrari
C) in base alle loro origini familiari
D) in base a criteri di natura puramente politica.

Sul sito cineca è data per corretta la A. La riforma di Solone è stata formulata in base al censo, ma, di fatto, era un censo calcolato su base agraria, ovvero in medimni (unità di peso del grano) o metreti (unità di volume del vino o dell’olio). Inoltre è attestato che la riforma non rese soddisfatte le classi dei mercanti, armatori e artigiani, in quanto, anche se ricchi, non possidenti in materia agricola.

Quindi le due risposte sono ambivalenti e comunque non precise.

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Un’altra domanda segnalata è la n. 38

Cosa rappresenta il Zollverein del 1843?
A) Un unione commerciale di stampo liberista fra la Prussia e gli altri stati tedeschi
B) Un patto diplomatico fra Prussia e Austria
C) L’unione politica degli stati della Confederazione del Nord e la Prussia
D) Un trattato doganale fra Baviera e Prussia

l’errore è nella data, poichè l’unione commerciale risale al 1834

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inviato da Prof.ssa Miccichè Valeria – Chiedo, gentilmente, accertamenti sulla correttezza delle domande 42 e 52.

Facendo riferimento alla domanda di storia n° 42, il ministero dà come risposta corretta "la Gallia Transalpina" ma c’è un errore sostanziale!

42. Alla fine delle guerre puniche quale tra le seguenti regioni non era una provincia romana?
A) Gallia Transalpina
B) Africa
C) Gallia Cisalpina
D) Sicilia

Riporto in breve quanto su testo "Bessone – Scuderi" (ma anche su qualunque altro libro di storia) viene descritto:

1) alla fine della III guerra punica, con la distruzione di Cartagine nella primavera del 146 a.c., il territorio cartaginese venne organizzato come provincia d’Africa (pagg.149-151);
2) La Sicilia era già stata ridotta provincia nel 241 a.c. (ppgg. 108-109);
3) Gallia Transalpina. Gli eserciti romani erano ormai penetrati nella Gallia Transalpina […] Q. Fabio Massimo sconfisse rovinosamente anche gli Averni e pose le basi per la nuova provincia, che si sarebbe chiamata Gallia Narbonensis, da Narbo Martius, colonia romana fondata fra il 119 e il 114 a.c.
4) Per quanto riguarda la Gallia Cisalpina, sappiamo che durante le guerre puniche, precisamente tra il III e il II sec. a.c., furono dedotte diverse colonie in questo territorio, ma soltanto durante la dittatura di Silla (82-79 a.c.) la Gallia Cisalpina fu organizzata come provincia (ppgg. 184-185).

Alla luce di quanto detto, ritengo (e mi faccio portavoce di tante altre persone) che alla fine delle guerre puniche né la Gallia Transalpina né quella Cisalpina fossero colonie romane, ma lo diventarono successivamente e non relativamente alle guerre puniche. La domanda, oltre che tendenziosa, si presenta fuorviante ed imprecisa; pertanto le due risposte relative alle due Gallie potrebbero risultare entrambe esatte o errate.

Relativamente alla domanda n° 52 pertinente alla comprensione del testo, leggasi:

52. L’autrice afferma che il termine miceneo, usato per riferirsi alla più antica civiltà greca:
A) è tradizionale, ma sarebbe preferibile sostituirlo con acheo
B) è tradizionale, ma sostanzialmente scorretto
C) è solo uno dei tanti termini usati da Omero per riferirsi ai Greci che conquistarono Troia
D) è il termine che Schliemann ed Evans usarono per primi, dopo le loro scoperte a Micene

Il ministero riferisce come risposta corretta la 1^. Ma il testo recita:
<< Fino a circa la metà del secolo appena terminato non esisteva alcun dubbio: le origini della civiltà greca andavano cercate a partire dal momento in cui, attorno al 1000, i Dori, la popolazione giunta dal nord, si era stanziata in terra greca. Ma oggi sappiamo con certezza che, prima di quella data, era già fiorita – e tramontata – un’altra civiltà greca: quella tradizionalmente chiamata, dal suo centro maggiore, civiltà micenea, e negli ultimi anni, forse più correttamente, civiltà "achea" (dal termine con il quale i poemi omerici chiamano abitualmente i Greci). […]>>.

La frase <<…forse più correttamente…>> sta a significare che "sarebbe più corretto dire civiltà achea", cioè che il termine miceneo è in sostanza scorretto.

Non ci sono elementi che inducano a pensare che l’autrice affermi che sia "PREFERIBILE" usare il termine acheo.

Dunque ritengo che anche la risposta indicata dal MIUR come corretta, sia "sostanzialmente scorretta"…TOUCHE!

inviato da Francesca Gori – ambiguità domanda n. 45

Quando a Roma sono le 15, a Sidney è:
A) notte
B) mattina
C) mezzogiorno
D) alba

La domanda è ambigua, perché poteva riferirsi a Sydney (Australia), o Sidney (Montana, USA). Nel primo caso la risposta corretta sarebbe la a) notte, nel secondo la d) alba.

inviato da Maria Franzesedomanda n. 20

20. La parola flebopatia appartiene:
A) a un sottocodice dell’italiano
B) all’italiano standard
C) a un particolare registro
D) a un italiano regionale

LE RESPOSTE ESATTE POSSONO ESSERE 2:
A) a un sottocodice dell’italiano
C) a un particolare registro

Sebbene i linguaggi settoriali al quale apparterrebbe il termine flebopatia siano definiti anche "sottocodici" anch’essi "sono caratterizzati inoltre da un’articolazione verticale (Cortelazzo 1990). Ai livelli alti si colloca generalmente il linguaggio settoriale teorico, usato in connessione con il ➔ registro formale, soprattutto in testi scritti come i trattati scientifici. Ai livelli bassi si situa il linguaggio settoriale applicativo e pratico, impiegato in testi scritti come i manuali d’istruzione e, spesso assieme al registro informale, in testi orali come la conversazione tecnica in officina o in laboratorio. Invece, nel caso, per es., del linguaggio settoriale della pubblicità, si distingue quello professionale degli addetti ai lavori (pubblicitari, grafici) dalle modalità d’uso ricorrenti nei messaggi pubblicitari". Fonte Enciclopedia dell’Italiano 2010 Treccani.

Comprensione

Secondo quanto si ricava dal testo, che cosa significa il termine "stanziata" (riga 3)?

1. Insediata
2. Trasferita
3. Instaurata
4. Trapiantata

Nel testo si legge "la popolazione giunta dal nord, si era stanziata in terra greca.". La risposta e’ ambigua in quanto il testo parla sia di un trasferimento dei Dori dal nord sia del loro insediamento in Grecia. Perciò sia la risposta 1 che la 2 sono accettabili

inviato da Federica 56. Secondo l’autrice la maschera funeraria dorata trovata da Schliemann a Micene:

A) è un reperto che i critici e gli studiosi collegano, ma non con certezza, agli eventi descritti da Omero
B) non può assolutamente essere la maschera di Agamennone
C) è un reperto che i critici e gli studiosi collegano a fatti e epoche molto più recenti di quelli descritti da Omero
D) è sicuramente la maschera di Agamennone

Testo da ITACA: Confortato dall’incredibile successo, nel 1874 Schliemann iniziò gli scavi a Micene, la capitale del regno di Agamennone, e nel 1876 trovò il famoso cerchio di tombe nel quale, tra gli altri tesori, stava una maschera funeraria in oro (ora conservata al Museo Nazionale di Atene), che, senza alcuna esitazione identificò come quella di Agamennone; e al re di Grecia, quindi, inviò un celebre telegramma in cui comunicava di aver visto il volto del re di Micene. Di nuovo, gli antichisti SORRISERO: ma anche se tale identificazione sarebbe stata ridimensionata dai critici (e anche se egli stesso la ridimensionò), la fede di Schliemann in Omero aveva dato i suoi frutti. E altri ne avrebbe dati negli anni a venire.

Da cosa avremmo dovuto dedurre che la risposta corretta era quella da voi indicata? non vi sono elementi probanti e certi, trattandosi di comprensione, che accertino il dato che voi date come certo.

59. Secondo quanto afferma l’autrice i tre sistemi di scrittura della civiltà micenea sono testimoniati da incisioni e tavolette di argilla:

A) ritrovati sia nell’isola di Creta sia in altri siti archeologici greci
B) provenienti solo dai siti archeologici dell’isola di Creta
C) che Evans notò in gemme usate dalle donne greche a scopo ornamentale e superstizioso
D) recuperati da Schliemann nelle sue ricerche archeologiche

Evans partì per Creta: tra le gemme raccolte nelle botteghe d’antiquario di Atene, infatti, ne aveva rinvenute alcune incise, che a suo giudizio provenivano dall’isola. E ivi recatosi, insieme a John Myres, trovò subito le stesse gemme, che le donne locali portavano per favorire l’allattamento, e che venivano dette “pietre del latte”. Tesi riportata anche qui http://www.bpp.it/Apulia/html/archivio/1984/IV/art/R84IV017.html"

Dal periodo della gestazione le donne del basso Salento usavano appendersi al collo la pietra del latte, che consisteva in un pezzettino di seice e ricordava la galattite del Romani. Subito dopo il parto la nonna, seguendo i consigli della tradizione, strizzava i capezzolini alla neonata, in modo che essa crescendo e diventando madre li avesse ben disposti alla secrezione. In qualche paese della Grecìa Salentina, la madre che allattava usava spalmare per alcuni giorni i genitali del bambino con un poco d’olio credendo di evitare, in fai modo, il disseccamento degli organi della generazione." – 

Lettera. Altre domande contestabili nel test TFA A043 A050

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