Tetto agli alunni stranieri in classe, Salvini: “Misura anche per tutelarli. Se non sanno la lingua come fanno a imparare la matematica, la storia o la geografia”

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Il vicepremier e ministro delle Infrastrutture, Matteo Salvini, ha espresso il suo parere in merito al discusso argomento del tetto al numero degli studenti stranieri nelle classi delle scuole.

Rispondendo ieri a Bari, alla domanda di una giornalista riguardo alle affermazioni del ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara, Salvini ha sottolineato l’importanza di tale misura “per tutelare il diritto allo studio anche degli studenti stranieri che entrano in classe e non sanno l’italiano”.

Secondo il vicepremier, è cruciale garantire che gli studenti stranieri abbiano le basi linguistiche necessarie per seguire efficacemente le lezioni. “Se tu metti in una classe dei bambini che non sanno la lingua e come fanno a imparare la matematica, la storia, la geografia?” ha argomentato Salvini, evidenziando la sfida che gli studenti non italofoni possono incontrare nell’ambiente scolastico italiano.

Salvini ha poi proposto un approccio equilibrato per affrontare la questione, sottolineando l’importanza di fornire ai giovani stranieri gli strumenti necessari per integrarsi nel sistema educativo italiano. “Occorre innanzitutto la conoscenza della lingua per tutti, se serve con dei corsi di settimane o di mesi per insegnare la lingua”, ha dichiarato il leader della Lega.

Inoltre, Salvini ha sollevato l’importanza di mantenere un equilibrio demografico all’interno delle classi. “E poi un limite: se in una classe c’è l’80% di stranieri e in quella di fianco il 10%, utilizzi il buonsenso e l’equilibrio”, ha aggiunto.

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