Testimonianza sulla didattica a distanza: una “lezione” che rimarrà per sempre. Lettera

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Prof. Antonio Baldari – Sono un docente di quasi 50 anni (prossimo mese, giorno 30, a Dio piacendo!), purtroppo precario dall’ormai remoto 2006, operando professionalmente all’Istituto comprensivo “E. TERRANA” di Ardore nell’area metropolitana di Reggio Calabria; insegno lingua inglese ma quest’anno esclusivamente sul sostegno.

Da oltre venti giorni, ormai, sono alle prese con la famigerata “Didattica a Distanza” per lo più al plesso scolastico di Benestare, paesino dell’anzidetta area metropolitana reggina, e del comprensivo ardorese, ed agendo praticamente all’unisono con altre tre, valenti, Colleghe per un piccolo gruppo di 5 studenti aventi diverse tipologie di disabilità.
Prescindendo in special modo dalla comprensibile premura del nostro ministro, Azzolina, ma anche e soprattutto perché animati dalla grande voglia di formare didatticamente i nostri ragazzi, con le Stimatissime Colleghe siamo quotidianamente impegnati nella somministrazione di materiale, in parte nuovo in parte di ripetizione, che ci sta regalando delle bellissime soddisfazioni: infatti, se per un attimo proviamo a chiudere gli occhi, è come se noi non avessimo mai abbandonato la DiS, “Didattica in Presenza” proprio per questo piacevolissimo senso di responsabilità dei nostri ragazzi.
Che, nell’insieme tutto considerando, ci sta dando una vera e propria “lezione di vita” che difficilmente dimenticheremo nel corso della nostra docenza, anche grazie al notevole spirito di collaborazione dei Colleghi titolari delle discipline curricolari, e particolarmente dei genitori dei nostri ragazzi, che si prodigano con abnegazione e fattiva vicinanza a noi insegnanti per un’efficacia del prodotto “Scuola” che dà, mi piace ribadirlo ancora una volta, grande quanto innegabile soddisfazione.
Purtuttavia, è chiaro che la DiS e la DaD siano su posizioni diametralmente opposte con tutti i rilievi e le differenze del caso che mi auguro vengano tenute in considerazione in fase di definizione dell’anno scolastico anche perché, cosa poco sottolineata in questa fase, sono stati ultimati ben 2/3 dell’anno scolastico in corso, ragion per cui ritengo che si debba tenere in forte considerazione quanto sia stato fatto, eventualmente non mettendo tutti nel classico “calderone”, magari col classico “6 politico” che sarebbe quanto di peggio ci potrebbe essere in prospettiva presente, una vera e propria iattura che dequalificherebbe oltremodo l’immagine della Scuola italiana, di per sé piuttosto oscurata.
Ad ogni buon conto penso che la DaD possa essere una via percorribile per una possibile e più fruttuosa integrazione della DiS, nell’imminente futuro, ed anche per questo la nostra Dirigente Scolastica si è già alacremente adoperata per migliorare la fruizione del web e delle relative piattaforme della Scuola italiana, in questa direzione, posto che, e questo lo dico e lo sottoscrivo con forza, non si possa non prescindere da una rivalutazione della professione di Insegnante, che sin da noi stessi bisogna conferire, amando il nostro lavoro. Per contribuire in modo autentico alla consegna di una Società italiana migliore al domani dei nostri figli, Alunni oggi Uomini domani.

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