Test sierologici per docenti e Ata, sono davvero affidabili? Tutte le info utili

Sempre più vicino il ritorno in classe per milioni di studenti e non solo.  Il Ministero della Salute, con circolare 8722 del 7 agosto 2020, ha fornito indirizzi operativi per l’esecuzione – su base volontaria – dei test sierologici sul personale docente e non docente operante.

I test sierologici rapidi saranno eseguiti dai medici di Medicina Generale, a partire dal 24 agosto 2020 e sino ad una settimana prima che inizino le attività didattiche.

I test saranno su base volontaria e gratuiti.

Qualora il docente risultasse positivo al test sierologico, questi sarà sottoposto al test molecolare (tampone) presso il Dipartimento di Prevenzione dell’ASL, non oltre le 48 ore dall’esito (positivo) del test sierologico.

I dati relativi ai tamponi positivi eseguiti dai Dipartimenti di Prevenzione dell’ASL saranno trasmessi quotidianamente alla Regione, che provvederà ad inoltrarli all’ISS mediante la predetta piattaforma, avendo cura di evidenziare che trattasi di personale scolastico.

TEST SIEROLOGICI, ECCO COSA SONO

A differenza del tampone, ovvero l’esame di laboratorio utilizzato per individuare la presenza del coronavirus all’interno delle mucose respiratorie, fornendo un’istantanea sull’infezione, i test sierologici servono a individuare i soggetti che sono entrati in contatto con il virus.

Attraverso i test sierologici è possibile ricostruire la “storia della malattia”, individuando gli anticorpi prodotti dal sistema immunitario di un soggetto in risposta al virus.

I test sierologici possono essere di due tipi:

  • rapidi, quando grazie ad una goccia di sangue, ottenuta per digitopuntura, stabiliscono se un soggetto ha prodotto anticorpi e quindi è entrato in contatto con il virus;
  • quantitativi, quando su una provetta di sangue, ottenuta con il normale prelievo, dosano in maniera specifica le quantità di anticorpi prodotti.

Precisiamo che l’interpretazione del test richiede un’attenta valutazione anamnestica e clinica da parte di un medico. La questione sull’affidabilità e accuratezza dei test sierologici è un argomento molto discusso. Secondo l’OMS la precisione dei test non sarebbe del 100% (dovrebbe essere attorno al 90%-95%), con possibili casi di falsi positivi e falsi negativi. I test sierologici non vedono invece il virus, ma possono fornire alle persone un’informazione diagnostica più orientativa.

I primi studi riferiscono di percentuali di malati asintomatici molto alta, In caso di positività sierologica si dovrà eseguire il tampone naso-faringeo, e in caso di nuova positività il soggetto deve esser posto in isolamento, con segnalazione al medico curante.

VALORI CLINICI

Sono possibili 4 tipi di risultati:

IgM e IgG negativi: significa che, almeno fino a 7 giorni prima del test, non si è entrati in contatto con il virus. Per questo motivo, in caso di test negativo, il test sarebbe da ripetere periodicamente.

IgM negativi e IgG positivi: significa che si è contratto il Covid-19 in tempi passat,i ma che la malattia è risolta da tempo o comunque in via di risoluzione. Non si può escludere che il soggetto  sia contagioso, anche se la negatività delle IgM suggerisce una malattia oramai risolta.

IgM positivi e IgG negativi: significa che si è entrati in contatto con il virus e la malattia è da considerarsi “recente”, dato che non si sono ancora manifestate le IgG, che si muovono solo in un secondo tempo per poi permanere più a lungo.

IgM positivi e IgG positivi: indica probabilmente di una malattia ancora attiva o risolta da poco che necessità di una quarantena cautelativa, anche in assenza di sintomi, e di un possibile tampone.

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