Test sierologici e tampone al docente positivo asintomatico. Al supplente del docente in quarantena che tipo di contratto?

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inviata da Prof.ssa Mara Pieroni – Su base volontaria, dal medico di famiglia, prima dell’inizio  dell’anno scolastico. Fin qui l’idea non fa una piega. E se poi il docente viene individuato come infetto asintomatico? Quarantena. Non è chiaro cosa succede a questo punto: si chiama il supplente se nel frattempo il docente ha iniziato il servizio in classe, a inizio o durante l’anno scolastico? 

Il supplente, se l’assenza è maggiore di 15 giorni, verrà sostituito con un supplente? (Mi riferisco alle scuole secondarie, alla primaria e all’infanzia mi auguro verrà subito…immediatamente nominato !)

Ma come si fa a prevede dall’inizio che tipo di supplenza sarà, stabilire una data ? Se è in quarantena, il docente dovrà ottenere due tamponi negativi prima di rientrare a scuola. E quando torneranno negativi i tamponi? Come si calcolano i giorni? In pratica sarà una supplenza in cui verrà chiamato  o meno il sostituito? Il Ministero deve chiarire questo punto da subito.

Stesso discorso per l’eventuale supplente in sostituzione: su base volontaria, dal medico di famiglia va a fare il test sierologico ed eventualmente il tampone. E se fosse anche lui asintomatico?

Insomma, un balletto di supplenti, un caos senza precedenti.  Sto esagerando? Si prospettano quesiti risolvibili in poco tempo per segreterie che sarebbero dovute essere alleggerite dalle incombenze delle nomine dei supplenti?

E se il docente non viene sostituito da un supplente, chi lo sostituisce in classe?

Forse quel docente che viene assunto con contratto “mordi e fuggi” ossia licenziabile se riprende l’emergenza nazionale (e forse anche se la singola scuola viene chiusa per uno o per diversi casi di studenti/docenti/bidelli/ tecnici/impiegati/dirigenti contagiosi) ? Non è chiaro. Altri casi ipotizzabili non voglio nominarli per non allarmare tutti i protagonisti di questa tragicommedia nazionale.

Scusate, ma la ministra, docente entrata nel mondo della scuola con tanto di concorso, che vince anche il concorso da preside, non sa nulla sulla normativa delle supplenze?

Hai già notevolmente pasticciato con le GPS che tutti i 750.000 precari hanno compilato a tempo di record (solo per questa prova tipo “Mission impossible” io li avrei assunti a t.i…. altro che concorso…qui nessuno era in grado nemmeno di copiare dal compito del collega tanto le casistite erano e restano originali e incasinate!).

La piattaforma delle graduatorie  era di fatto cronicamente intasa e aggiornata in tempo reale da programmatori informatici da premio Nobel. Questi ultimi del resto in un poco più di un mese si sono precipitati a mettere a punto e ritoccare un software di una difficoltà al limite dell’assurdo poiché le graduatorie italiane dei docenti sono al limite dell’assurdo.

Neanche i sindacati sono riusciti ad aiutare i precari a compilarle. Un software veramente allucinante, sia per i programmatori che per i docenti, che tuttavia non dava risultati di punteggio nemmeno provvisorio.

Ai colleghi che mi hanno sottolineato questo aspetto ho fatto notare che i programmatori fanno miracoli in così poco tempo. Ed è la verità. Adesso i punteggi si sapranno a ridosso delle nomine. Gli avvocati specializzati in “ricorsi scolastici” ringraziano per i numerosissimi casi singoli e per class actions a tutto spiano.

Un situazione così complicata non è semplice affrontarla, e quindi ancor meno risolverla. Io proporrei di sentire le USP, le USR e l’ANP prima di dare delle indicazioni e prima di emanare un decreto annuale “adeguato” relativo supplenze, non quello già pensato, lungimirante ed eventualmente migliorabile se strada facendo i problemi dovessero superare i benefici per gli studenti che non sono mai contenti di balletti di professori e supplenti e per i quali la continuità didattica, specie alle superiori, è  più  importante della didattica in presenza.

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