Test sierologici docenti e Ata, in Veneto 600 medici dicono no: “Troppe incognite”

Proseguono i test sierologici per docenti e Ata, ma non mancano situazioni particolari come quella raccontata dal Corriere del Veneto che segnala come 600 medici afferenti ai due sindacati di categoria, Snami e Smi, non faranno i test

“Prima di tutto abbiamo calcolato che i soggetti da testare sono 130mila e non 96mila come dice la Regione, e quindi ognuno di noi dovrebbe testarne 40, non 20. E poi manca un protocollo operativo che stabilisca come e dove eseguire i test. Dovremmo farli nei nostri ambulatori? E se troviamo persone infette chi sanifica lo studio? Se veniamo contagiati chi ci risarcisce, l’Usl? E ancora: chi fornisce la lista degli operatori scolastici e poi per accoglierli dobbiamo chiudere l’ambulatorio o mischiarli agli altri assistiti? Le Usl scaricano su di noi l’incombenza con la scusa di non avere personale da distaccare, ma nemmeno noi lo abbiamo. Né disponiamo di dispositivi di protezione individuale di cui dotarlo”, afferma Salvatore Cauchi, segretario regionale dello Snami.

Lo Snami ha proposto alla Regione uno screening di massa in strutture ampie, come i palazzetti dello sport, ma non ha avuto risposta.

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