Test Scienze della formazione primaria, le Università redigono le graduatorie. La laurea è titolo valido per insegnare

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Si sono svolte ieri, 20 settembre, le prove per accedere al corso di laurea magistrale a ciclo unico in Scienze della formazione primaria. In totale, come stabilito dal decreto ministeriale del 21 luglio, 8.525 posti per i candidati dei paesi UE e dei paesi non UE, di cui all’art. 39, comma 5 decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286.

I posti sono ripartiti fra le università. Qui la ripartizione.

La laurea in scienze della formazione primaria costituisce titolo abilitante ed  è il titolo di accesso valido per diventare insegnante di scuola dell’infanzia e primaria. E’ titolo di accesso valido anche il diploma magistrale conseguito entro l’anno scolastico 2001/02.

La laurea in Scienze della formazione primaria permette l’accesso alla prima fascia delle GPS e delle graduatorie di istituto, utilizzate per le supplenze e consente altresì la partecipazione ai concorsi ordinari per l’assunzione a tempo indeterminato.

La seconda fascia delle GPS è costituita dagli studenti che, nell’anno accademico 2021/2022, risultano iscritti al terzo, quarto o al quinto anno del corso di laurea in Scienze della Formazione primaria, avendo assolto, rispettivamente, almeno 150, 200 e 250 CFU entro il termine di presentazione dell’istanza (art. 3, comma 8 dell’OM 112 del 6 maggio 2022).

Le Università redigono le graduatorie

Il test di accesso era costituito da 80 quesiti con quattro opzioni di risposta. Le domande, da risolvere in 150 minuti, erano così divise:

  • 40 quesiti di competenza linguistica e ragionamento logico
  • 20 quesiti di cultura letteraria, storico-sociale e geografica,
  • 20 quesiti di cultura matematico-scientifica.

La prova viene così valutata:

  • 1 punto per ogni risposta esatta
  • 0 punti per ogni risposta omessa o errata

La graduatoria degli aspiranti all’ammissione al corso di laurea magistrale è costituita dai candidati che hanno conseguito un punteggio non inferiore a 55/80.

In caso di parità di punteggio fra i candidati:

  • prevale in ordine decrescente il punteggio ottenuto dal candidato nella soluzione, rispettivamente, dei quesiti relativi agli argomenti di competenza linguistica e ragionamento logico, cultura letteraria, storico-sociale e geografica, cultura scientifico-matematica;
  • in caso di ulteriore parità prevale lo studente che ha conseguito una migliore votazione nell’esame di Stato conclusivo dei corsi di studio di istruzione secondaria superiore;
  • in caso di ulteriore parità prevale lo studente anagraficamente più giovane

Le università redigono due distinte graduatorie, una per i candidati dei Paesi UE e dei Paesi non UE di cui all’art. 39, comma 5 d.lgs 25 luglio 1998, n.286 e l’altra riservata ai candidati dei Paesi non UE residenti all’estero.

Nel DM dell’11 luglio, si sottolinea che nel caso in cui la graduatoria dei candidati ammessi risulti composta da un numero di candidati idonei inferiore al numero dei posti disponibili indicati nel bando di ateneo, si procede con ulteriori scorrimenti fino alla integrale copertura dei posti definiti nell’ambito di ciascun contingente mediante la definizione di un’ulteriore graduatoria.

In quest’ultimo caso la graduatoria è costituita dai candidati non idonei che abbiano conseguito un punteggio inferiore a 55/80. Nella determinazione del
punteggio gli Atenei considerano sia il punteggio conseguito nel test sia il punteggio derivante dal titolo consistente nella certificazione di competenza linguistica in lingua inglese di almeno Livello B1.

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