Test riapertura scuola: banchi da 1 a 3 metri e classi a metà

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Parono i primi test di riapertura delle scuole: le ipotesi vedono banchi fino a 3 metri di distanza e classi dimezzate. In altri casi di ipotizzano metà studenti in presenza e metà in videolezione, con tutti i problemi che potrebbe comportare.

Inizia una fase di test per cercare di capire come la scuola italiana possa ripartire. E si simula il rientro tra i banchi degli studenti metro alla mano, distanziando i banchi. Simulazioni che per ora si ipotizzano soltanto, sia ben chiaro, ma che in 12 scuole piemontesi sono in fase di beta test.

Tutte le ipotesi sono legate al rischio contagio che si vuole evitare e si vedono griglie disegnate attorno ai ragazzi che dovrebbero popolare aule di 35 metri.

Le distanze tra i banchi, e quindi tra gli studenti, variano da 1 a 3 metri permettendo nella migliore delle ipotesi almeno 16 studenti per classe, nella peggiore (quella dei 3 metri) solo 7/8 alunni per aula.

Giulia Guglielmini, preside di un Convitto che ha elementari, medie e liceo con 1400 alunni e 110 docenti, spiega “Abbiamo un team formato da 12 persone, tra docenti e educatori, che sta lavorando giorno e notte. Secondo le indicazioni del Politecnico nello scenario più roseo le classi a scuola andranno dimezzate.Per le medie e le superiori stiamo considerando i turni: intera classe a scuola, se pur separata in aule diverse, e poi classe a casa con la didattica a distanza”.

Si parla di questa soluzione che apparirebbe essere la migliere almneo per le prime che a settembre iniziaeranno il nuovo ciclo scolastico “Ma non c’è ancora nulla di definito abbiamo in corso un sondaggio approfondito tra docenti e studenti che estenderemo anche alle famiglie e attendiamo le linee guida che arriveranno dal ministero” precisa la Guglielmini.

Anche se il rapporto del Politecnico di Torino ha dato le linee guida si cosa si potrebbe fare per riaprire gli edifici scolastico, a dover mettere in pratica con il come dovranno, per forza di cose, essere le singole scuole.

In un’altra scuola di test, il liceo classico Alfieri di Torino, si sta ipotizzando una soluzione che preveda la classe divisa a metà con il 50% degli studenti in presenza e l’altro 50% a casa in video lezione. I docenti però, dovranno barcamenarsi con lezioni dal vivo e al tempo stesso a distanza. Dovranno essere, poi, predisposte più web cam in grado di inquadrare sia l’insegnante che la lavagna, E sarà necessaria soprattutto una connessione internet a banda larga che non è presente in tutte le scuole.

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