Test rapidi a scuola, Crisanti: “Utili, ma dipende quali sono gli obiettivi”

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“I test salivari e le altre tipologie di test rapidi sono molto utili per analizzare le grandi comunità, e rapidamente. Però bisogna dire onestamente che questi test hanno una sensibilità minore, quindi alcuni positivi sfuggono”.

Così Agorà il virologo e ordinario di microbiologia all’Università di Padova, Andrea Crisanti, commentando l’esperimento in atto nelle scuole del Lazio.

“Se in una scuola si trovano dei positivi – ha osservato – vuol dire che in quella comunità il virus circola, e bisogna ritestare tutti con il tampone normale. Se invece in una comunità sono tutti negativi, ci fermiamo lì”.

Crisanti ha sottolineato che “per circoscrivere e spegnere un focolaio bisogna usare test che hanno elevata sensibilità, perché l’obiettivo è non farci sfuggire nessuno. Bisogna chiedersi quale obiettivo vogliamo raggiungere – ha concluso il virologo – e poi chiedersi se lo strumento è adatto, perché non sono tutti uguali”.

E ancora: “Le scuole sono potenzialmente in grado di aumentare i contagi e lo hanno dimostrato le esperienze di Israele e della Francia”.

L’errore che si commette, ha argomentato l’esperto, è quello di “andare a vedere la percentuale di studenti che si ammalano”. In questo modo, ha sottolineato, “prendiamo un dato completamente falsato, perché gli studenti non si ammalano. La maggior parte di loro sono asintomatici, però possono portare il virus e possono infettare gli amici e i familiari. L’impatto non si vede sulla scuola – ha concluso – si vede sulla società”.

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