Test psico-attitudinali per i docenti, il Governo Meloni passerà ai fatti e lo introdurrà?

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La coalizione del centro-destra durante la campagna elettorale aveva inserito diversi punti all’interno del programma per la scuola. La Lega in particolare puntava, fra gli altri temi, sui test psico-attitudinali per gli insegnanti.

Un passaggio del programma del partito guidato da Matteo Salvini, è proprio dedicato a questo: “Docenti formati in didattica generale e speciale, pedagogia generale e speciale rivolta ai bisogni educativi speciali, pedagogia sperimentale, didattica disciplinare, laboratori pedagogico-didattici, tecnologie dell’informazione e della comunicazione per la didattica, con valutazione psico-attitudinale in ingresso e in itinere.”

A spiegare la necessità di queste valutazioni per gli insegnanti è stato Rossano Sasso, deputato della Lega, che ad Orizzonte Scuola pochi giorni fa aveva detto: Noi abbiamo bisogno di professionisti, questa professione non si fa per vocazione, si fa perché si hanno le competenze, perché si vince un concorso”.

“Per il futuro, non è retroattivo, chi entra a scuola deve essere valutato da un punto di vista psico-attitudinale che non vuol dire un quiz come accadeva durante il servizio di leva. Io, invece, penso alla formazione obbligatoria, con una valutazione di un esposizione orale di un’unità didattica. Si deve fare anche una valutazione con esperti del settore, ma nessuno pensi a strizzacervelli o altro. Penso che la valutazione psico-attitudinale sia valutata anche da un punteggio”, ha aggiunto l’ex sottosegretario.

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