I test Pisa criticati da educatori e studiosi di tutti il mondo: hanno influenze negative, riducono l’autonomia e aumentano lo stress

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GB – Più di cento educatori e studiosi appartenenti a diverse istituzioni educative di tutto il mondo hanno criticato il  Programme for International Student Assessment (PISA), per  “le conseguenze negative” delle sue note classifiche.

GB – Più di cento educatori e studiosi appartenenti a diverse istituzioni educative di tutto il mondo hanno criticato il  Programme for International Student Assessment (PISA), per  “le conseguenze negative” delle sue note classifiche.

I test PISA, organizzati dall’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE, in inglese Organisation for Economic Co-operation and Development – OECD), danno vita a indagini internazionali triennali che valutano i diversi sistemi educativi del mondo e il livello di istruzione degli adolescenti (quindicenni).

In una lettera  inviata a Andreas Schleicher, responsabile del PISA, e pubblicata sui siti del Guardian e di Global Policy, hub per studiosi, insegnanti e accademici, i firmatari sostengono che l’OECD ha plasmato le politiche educative in tutto il mondo, utilizzando test “notoriamente imperfetti” e incoraggiando i governi a cercare “soluzioni a breve termine” solo per scalare la propria classifica.

I firmatari, tra i quali accademici di Cambridge, Oxford, Londra, Bristol, Stanford (California), Columbia (New York), Ballarat (Australia), Canterbury (Nuova Zelanda), Stoccolma, e nessun italiano,affermano che il programma ha influenze negative, soprattutto sulla “gioia di imparare” trasformandola in mera “fatica”.

Il sistema PISA aumenterebbe quindi notevolmente il ricorso a “misure quantitative” per classificare e etichettare alunni, insegnanti e dirigenti. I test otterrebbero l’obiettivo di ridurre l’autonomia degli insegnanti e di aumentare i livelli di stress nelle scuole, peraltro già alti.

I firmatari della lettera sottolineano che l’OECD – composto da 34 paesi membri, in gran parte europei – è interessata in particolare al ruolo economico delle scuole nella società, non considerando che qualsiasi riforma scolastica non deve ignorare che le  disuguaglianze socio-economiche influenzano il rendimento degli allievi.

Un’altra critica mossa all’OECD riguarda la sua stessa legittimità: si tratta infatti di una organizzazione che non ha nessun mandato democratico in ambito educativo come invece ce l’ha l’Unicef o l’Unesco. La sua influenza sarebbe quindi quella di un circolo chiuso in cui si entra solo su invito.

 

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